PNRR e piano delle Regioni, FIMMG Pisa: “Basta con le denigrazioni della Medicina Generale e con le cortine fumogene: dare subito personale ai medici di famiglia”

Luca Puccetti, segretario FIMMG Pisa: “Situazione insostenibile. In due anni il lavoro dei medici è quadruplicato ma siamo rimasti sempre soli e senza supporto. Ecco perché ora l’arrivo di Omicron preoccupa”        

Pisa, 16 dicembre 2021 – FIMMG Pisa denuncia il piano delle Regioni che mira a togliere ai cittadini il loro medico di fiducia e a trasformare i medici di famiglia in burocrati ammassati in strutture centralizzate, prive di ogni prossimità. Dietro la cortina fumogena del PNRR si cela la volontà di eliminare una figura scomoda, in quanto indipendente dai condizionamenti di apparati burocratici, assicurazioni e gruppi finanziari. FIMMG Pisa ancora una volta torna a chiedere l’applicazione delle norme che prevedono di dotare gli ambulatori dei medici di medicina generale del supporto di personale infermieristico e di segreteria senza più rimandare a fantomatici accordi futuri e a fumose riorganizzazioni. 

Di fronte alla già vorticosa tempesta di tamponi, visite, certificati, procedure burocratiche, due campagne vaccinali (Covid e influenza) da sostenere, pazienti Covid e pazienti cronici da monitorare e curare, un carico di lavoro insomma quadruplicato e da gestire in solitudine e senza supporto, la situazione preoccupa ancora di più nella prospettiva dell’arrivo in Italia e in Europa della variante Omicron.  Come riporta il Quotidiano Sanità del 15 dicembre (http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=100931), illustrando il documento dell’ECDC (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie)“entro i primi due mesi del 2022 la variante Omicron potrebbe diventare dominante in Europa e, anche se al momento non appare più pericolosa dal punto di vista clinico, il rischio è che, data la sua straordinaria capacità di contagio, faccia lievitare il numero dei positivi e la percentuale di ospedalizzazioni e decessi a prescindere dalla sua pericolosità. Per questo – si legge nell’articolo – l’Ecdc richiama i governi ad anticipare la dose booster a tre mesi ma anche a introdurre di nuovo misure molto ferree di contenimento non farmacologico”. ECDC suggerisce in pratica una “stretta dei contatti – si legge infine – e delle occasioni di incontro, sia sul lavoro che per le festività natalizie e di fine anno perché, anche se i vaccini, soprattutto con la terza dose, sembrano frenare i contagi e soprattutto la malattia grave, da soli non bastano a fermare questa nuova ondata”.

In questo quadro, i medici di medicina generale sono lasciati soli e per essi la prospettiva è di un ulteriore depotenziamento. Luca Puccettisegretario di FIMMG Pisa, commenta: “Denigrare sistematicamente la Medicina generale, in modo provocatorio e grottesco, anche attraverso i media, non convincerà i cittadini a privarsi del loro medico di fiducia. Da due anni la medicina generale, senza alcun aiuto, ha fronteggiato la pandemia, annoverando molti caduti tra le sue fila”. “Mentre gli ospedali chiudevano reparti e rimandavano cure e interventi per altre patologie che non fossero Covid – ricorda Puccetti – , i medici di medicina generale non hanno chiuso i loro studi, hanno invece curato tutti, senza rimandare alcuna prestazione, facendosi carico in questi due anni anche delle cure dei tantissimi pazienti covid e delle campagne vaccinali”. “La situazione non è più sostenibile – denuncia Luca Puccetti -: molti medici stanno andando in pensione anticipatamente e pochissimi medici giovani accettanodi intraprendere una professione che comporta compiti massacranti e mal retribuiti, preferendo la carriera specialistica. Non è più possibile rimandare a fantomatici accordi futuri e a fumose riorganizzazioni la dotazione di personale di segreteria ed infermieristico a supporto dell’attività dei medici di medicina generale”. E annuncia: “Siamo determinati ad agire con ogni mezzo lecito per continuare a garantire ai cittadini di potersi curare dal proprio medico di fiducia e ai medici di medicina generale di poter continuare ad operare in modo libero, con una organizzazione professionale idonea a fronteggiare compiti assistenziali sempre più impegnativi”.