Si chiamano Denis Dika e Dennys De Masi, sono entrambi 19enni e vivono a Castelfranco di Sotto (Pisa). Le loro storie rappresentano come in questo 2021, nonostante tutte le difficoltà del periodo pandemico, si possa riuscire con volontà e dedizione a trasformare il futuro di ragazzi che hanno abbandonato gli studi giovanissimi, diventando dei veri e propri professionisti. Questa possibilità è arrivata a loro, oltre a un altro neomaggiorenne di San Donato di San Miniato (Pisa), Riccardo Rammairone, grazie all’imprenditore 86enne di Santa Croce sull’Arno (Pisa), Ivo Mancini, il quale grazie all’intuizione di aprire una scuola di meccanica all’interno della propria azienda “Futura” ha dato la possibilità ad adolescenti a rischio dispersione di crescere e trovare il proprio ruolo all’interno della società. Anche il giorno della vigilia di Natale, Denis e Dennys si sono recati a lavoro: il primo alla “Futura”, il secondo alla C.M. Tannery Machine, altra azienda della famiglia Mancini, entrambe operanti nel settore della macchine per concerie. I due giovani hanno avuto percorsi diversi ma alla fine un punto di convergenza: entrare a contatto con un corso IeFP, ovvero un professionale triennale finanziato dalla Regione Toscana, sul tema della meccanica, il primo organizzato a Santa Croce sull’Arno sotto la regia dell’agenzia formativa Forium. La scuola di Ivo Mancini, dotata di macchine a controllo numerico di ultima generazione grazie a investimenti personali di milioni di euro – di cui un’altra è in arrivo proprio in questi giorni – è stata per loro la palestra del proprio riscatto, in cui hanno potuto dimostrare che il termine “somaro” non è un’etichetta che resta indelebile sulla pelle, ma ci possono essere modi diversi, anche grazie alla pratica, di apprendere un mestiere difficile come quello di programmare strumenti molto complessi per realizzare parti meccaniche precise al decimo di millimetro. In pochi mesi hanno capito il funzionamento di una macchina a controllo e adesso sono già in grado di lavorare in autonomia anche su più strumentazioni in contemporanea. Da quel corso, tre sono i ragazzi che tra Futura e C.M. Tannery sono stati presi a lavorare dopo aver valutato le competenze acquisite e hanno quindi potuto festeggiare il loro primo Natale da lavoratori qualificati superando gli insuccessi della carriera scolastica.
«Ho lasciato la scuola dopo il terzo anno delle medie – racconta Denis Dika – non ero portato per la teoria, avevo bisogno di imparare con la pratica. Alla Futura ho davvero imparato tanto, ci sono tutti i macchinari per conoscere il ciclo di produzione. Qui ho potuto conoscere come si fa, senza un libro davanti: all’inizio non sapevo neanche cosa fosse un tornio a controllo. Dopo qualche mese sono riuscito a imparare grazie ai consigli che Ivo Mancini e Simone Guidi mi hanno fornito qui all’interno dell’azienda Futura. Si impara facendo tanti errori e chiedendo una mano a chi è già esperto». 
«Quando ho detto ai miei genitori che avrei abbandonato gli studi – sono le parole di Dennys De Masi, di professione saldatore – fu per loro una delusione. Ho provato due anni a fare un professionale ma nessuno mi ha mai aiutato a capire le mie difficoltà negli studi. Qui ho trovato qualcosa di molto manuale, capace di mantenere le promesse. Alla fine a mio padre e mia madre ho dato l’orgoglio di essere riuscito ad accedere a una professione e imparare il mestiere, grazie all’esperienza di Ivo Mancini e del suo staff». 
«Questi ragazzi oggi sarebbero capaci di insegnare l’utilizzo di macchine utensili anche ai professori delle scuole professionali – chiosa l’imprenditore Ivo Mancini – il messaggio che deve passare non è quello di lasciare gli studi, ci mancherebbe. Ma avere almeno la possibilità di andare a scuola al mattino e in azienda al pomeriggio, anche con le mani in tasca, per conoscere come si fa un mestiere, sarebbe lecito. Per questo motivo, i giovani interessati al proprio futuro e hanno un interesse per la meccanica, possono rivolgersi a me per fare esperienza e avere suggerimenti per iniziare un percorso e diventare, se avranno talento e dedizione, quei tecnici che oggi mancano sempre più nelle aziende e non si trovano per sostituire chi va in pensione. In ogni caso, penso che per scovare dei nuovi talenti per il nostro mestiere va fatto già in giovane età, anche se possibile alle scuole medie, avvicinandoli alle nostre realtà e facendola scoprire».