Commozione e gioia nella videochiamata tra il soldato americano Edward Roethel che finalmente ha potuto incontrare nuovamente quei bambini ai quali 76 anni fa scattò una foto in bianco e nero sulla scalinata del Duomo a San Miniato. Il veterano della seconda guerra mondiale, oggi 94enne, si è collegato dalla sua casa di New York, aiutato dalla figlia Donna e ha così potuto finalmente rivedere cinque degli otto bambini dello scatto del ’45. Quattro di loro sono risultati essere i bambini della foto, mentre per una quinta bambina ci sono addirittura tre donne che si sono fatte avanti e che oggi erano presenti all’incontro che si è tenuto nella Sala del Consiglio, in Palazzo Comunale a San Miniato, alla presenza del sindaco Simone Giglioli che un paio di mesi fa lanciò l’appello ai media. “E’ una gioia enorme assistere a questo momento – dichiara – e sono molto felice che si sia potuto realizzare nella casa comunale e poco prima di Natale, uno splendido regalo per Edward e per noi tutti”. Collegata da Washington anche Holly Rotondi direttore esecutivo del Friends of the National World War II Memorial che ha raccolto l’appello di Edward e contattato il Comune per avviare le ricerche dei bambini.Presenti in Sala del Consiglio Roberto Santini (il bambino a destra nella foto), classe ’42, originario di San Miniato ma da anni residente a Firenze, ex docente di arte oggi in pensione, poi Bruno Vincenti, il fratello di Liliana Vincenti, classe ’40, deceduta nel 1990 il quale ha raccontato che la sorella (la bambina al centro in prima fila) in quel periodo si trovava a San Miniato da alcuni parenti perché la madre era ammalata di tifo e il padre era prigioniero in Germania, mentre lui venne ospitato da un’altra famiglia nelle campagne e i fratelli Giovanni e Anna Maria Pretini (i due più alti in fondo alla foto), rispettivamente classe ’39 e classe ’37, che hanno raccontato di essere rimasti presto orfani della mamma e di aver condiviso moltissimo negli anni della guerra, divenendo inseparabili. In Sala del Consiglio era presente anche Mara Ciarini Agnesi (classe ’38) di San Miniato, un’insegnante in pensione ormai da tempo, una delle tre donne che si sarebbe riconosciuta nella prima bambina alla sinistra della foto, quella con il fiocco bianco in testa. Insieme a lei Altina Altini (classe ’37), da sempre residente a San Miniato, che anche lei si è rivista in quella bambina, “soprattutto per una delle ginocchia un po’ storte”, riferisce. Infine, in videochiamata da Livorno, anche Maria Brondi (classe ’41), in quegli anni sfollata dalla città del mare a San Miniato, insieme a tutta la sua famiglia, per sfuggire agli orrori della guerra, che oggi si è riconosciuta proprio nella stessa bambina. A fare da interprete è stata Maria Giannini Urciuolo, un’ex insegnante di inglese, con origini italo-americane, che fin da subito si è appassionata a questa storia e si è resa disponibile ad offrire il suo contributo per raccontarla.Tra i ricordi che sono affiorati, la generosità dei soldati americani che consegnavano cioccolata e caramelle ai bambini oltre all’avvento della penicillina che ha salvato molte vite, tra cui quella di Mara Ciarini. Edward ha dichiarato di ricordare le rovine di San Miniato, città molto provata dal passaggio della guerra e di essere molto emozionato nel vedere questi bambini ritrovati.“La storia di Edward ci ha appassionato sin da subito e veder realizzato il suo sogno è qualcosa di incredibile – dichiara il sindaco Giglioli che lo ha invitato a San Miniato -. Lo ringrazio, e con lui la figlia Donna, a nome di tutta la nostra città, perché le loro testimonianze e i racconti di queste storie così commoventi ci riportano indietro nel tempo, ai momenti difficili della guerra, che qui da noi ha lasciato un segno indelebile”.