L’azienda, fondata da due ex ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna, è tra le leader di crescita nelle più importanti classifiche finanziarie: in 6 anni ha moltiplicato dipendenti e fatturato.

La storia: Gianluca Nastasi e Giacomo Filippo Porzio, due ingegneri di 30 anni, nel 2015 fondano Sixth Sense: iniziano in due con due computer. In sei anni, 50 nuovi assunti, tutti under 30, due sedi a Roma e a Pisa, Oscar dell’Innovazione 2021 e leader di crescita 2021 e 2022 per Il Sole24Ore
Con una crescita costante dal 2015 (anno di fondazione) a oggi, certificata da premi e ranking mondiali (Oscar dell’Innovazione 2021, Sole24Ore, Financial Times, etc.) Sixth Sense, l’azienda all’avanguardia nel settore dell’intelligenza artificiale, nata come spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna dall’idea di due giovanissimi ingegneri, Gianluca Nastasi e Giacomo Filippo Porzio, e dall’imprenditore Renato Giacobbo Scavo che per primo ha scommesso su di loro, si espande ancora e investe su Pisa. Questa mattina, Sixth Sense ha inaugurato la sua nuova sede di Pisa, un modernissimo Tech Hub di 500 metri quadrati suddivisi in spazi per uffici e per eventi in stile Academy, nella prospettiva di altre 25 nuove assunzioni programmate per il 2022. L’azienda conta già oggi 50 dipendenti, con una età media di 30 anni, nelle due sedi di Pisa e di Roma, e clienti in tutto il mondo nei settori Finance e Life Science.

Alla inaugurazione del Tech Hub, assieme ai tre fondatori venerdì scorso erano presenti anche Sabina Nuti e Marco Frey, rettrice e prorettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e Antonello Carlucci, CEO di I-RFK.

“Abbiamo voluto questa nuova sede di Pisa, tre volte più grande di quella che ci ha ospitati sinora, pensando al futuro e alla crescita della nostra azienda anche in termini di nuovi assunti – ha detto Giacomo Filippo Porzio, CEO di Sixth Sense -. In questo senso, dal 2015 a oggi ci siamo espansi con una media di almeno due nuove assunzioni al mese: per il 2022 ne prevediamo circa 25”. “Pisa – ha aggiunto Porzio – è un centro di eccellenza universitario di primo livello; qui ci sono tantissimi giovani di talento che arrivano da tutta Italia e non solo, e la città offre un’ottima qualità della vita oltre a un importante tessuto economico e industriale con cui confrontarsi e collaborare”. “Pisa – ha concluso – è insomma un posto in cui noi crediamo molto, tanto quanto nella necessità di restare legati al territorio e contribuire alla sua crescita”.

La parola crescita è, insomma, la cifra che connota Sixth Sense, in termini di missione (il miglioramento del business dei clienti attraverso i propri prodotti) e di vocazione (coltivare e sviluppare talenti e posizionarsi tra i leader mondiali in soluzioni digitali basate sull’intelligenza artificiale). Una crescita reale certificata anche di recente dalla vittoria dell’Oscar 2021 per l’Innovazione, il premio promosso da ANGI, la prima organizzazione nazionale no profit interamente dedicata al mondo dell’innovazione, con l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea. La cerimonia di consegna dell’”Innovation Business Award” si è tenuta mercoledì 1° dicembre nell’auditorium dell’Ara Pacis di Roma.

Per il Financial Times, Sixth Sense è tra le aziende in più rapida crescita in Europa nel 2021 (con un tasso di +119%), mentre dal Sole24 Ore è stata confermata “Leader della crescita” per il 2021 (in 33esima posizione su 8000 aziende) e il 2022. Di recente, Sixth Sense è stata nominata “Campione della crescita 2022” dall’Istituto Tedesco ITQF e La Repubblica A&F, ed è menzionata da Gartner nel report “Hype Cycle™ Life Science Commercial Operations 2021” come sample vendor nella categoria Advanced Decision Support for Sales.

Dallo scorso giugno, Sixth Sense è entrata nel portafoglio di Gellify, piattaforma di innovazione che seleziona, investe e fa crescere startup innovative ad alto contenuto tecnologico e le connette alle aziende tradizionali con l’obiettivo di innovare i loro processi, prodotti e modelli di business, di Azimut Digitech Fund, fondo di venture capital alternativo, e di innovative-RFK, holding di partecipazioni quotata all’Euronext Access Paris (MTF), che investe in Pmi innovative ad alta crescita.

La partnership con queste tre importanti realtà è l’ulteriore tappa di un percorso strategico nel mercato della finanza e dei fondi di investimento in cui Sixth Sense è accompagnata dal suo presidente Renato Giacobbo Scavo, AD di CrestOptics ed esperto nei settori di Venture Capital, Private Equity e Corporate Finance. “Fin dalle prime interlocuzioni con Nastasi e Porzio – ha spiegato Giacobbo Scavo – ho intuito che ci fossero una visione del mercato dell’intelligenza artificiale molto concreta e idee assolutamente chiare su come valorizzare le loro competenze. Per questo ho deciso di investire in Sixth Sense e di accompagnarla nelle scelte strategiche più significative, come appunto quella dei soci che oggi sono Azimut, Gellify e I-RFK.

Se orizzonti e prospettive di Sixth Sense sono internazionali, basi e radici restano italiane e questa scelta rappresenta la prosecuzione di una sfida iniziata nel 2015 da Gianluca Nastasi e Giacomo Filippo Porzio. “Ci siamo conosciuti nei laboratori del TeCIP della Scuola Sant’Anna grazie alla quale abbiamo potuto accrescere le nostre competenze e fare esperienze in progetti internazionali – racconta Gianluca Nastasi -. Pensando al nostro futuro, entrambi avevamo ben chiaro che la carriera accademica avrebbe avuto tempi lunghi e comunque molte incertezze”. “La maggior parte dei nostri colleghi è andata in Svizzera, Svezia, Finlandia, Germania – continua -; noi volevamo restare in Italia. Nel 2015 abbiamo scelto tra due strade, quella del precariato nella ricerca e quella del salto verso l’imprenditorialità”. “Abbiamo voluto provare a portare le conoscenze acquisite in ambito universitario lavorando su progetti di intelligenza artificiale applicata al mondo industriale. Entrambi lavoravamo nel settore di analisi ed elaborazione dei dati e già dal 2008 vi avevamo intravisto un potenziale, ma erano gli anni della crisi e abbiamo scelto di aspettare tempi migliori”. “Abbiamo iniziato con due computer, le nostre competenze e tanta buona volontà – racconta ancora Nastasi -, e con un investimento iniziale di 20mila euro per costituire la società. La crescita di Sixth Sense è stata incredibile e immediata, anche grazie al coinvolgimento di quello che è in pratica il nostro ‘mentore’, Renato Giacobbo Scavo. Adesso, a sei anni di distanza, siamo arrivati a 50 dipendenti, due sedi, un fatturato importante, soci di altissimo profilo e ancora moltissime prospettive”.

“Il fatto che una delle nostre spin-off abbia fatto un salto quantico di crescita e inaugura oggi una nuova e più grande sede – commenta la rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna Sabina Nuti – è una grande soddisfazione. Allo stesso modo è molto significativo che un nostro ex assegnista e un dottore di ricerca portino avanti questa impresa coinvolgendo un gran numero di giovani. Tutto questo dimostra quanto sia importante investire su una formazione di alto livello per portare sviluppo e crescita in un territorio”.

Per Marco Frey, prorettore alla Terza Missione della Scuola Superiore Sant’Anna, “veder crescere e raddoppiare una spin-off generata dalla Scuola Sant’Anna ci inorgoglisce. Sixth Sense fa parte di quell’ecosistema dell’innovazione, nella logica del trasferimento tecnologico e della condivisione della conoscenza, che mette a disposizione di un territorio energie, talenti e saperi che derivano dal rapporto stretto con il sistema universitario. Così si genera impatto”.

Nel 2020, in piena pandemia, Sixth Sense ha sviluppato uno dei suoi prodotti di punta, Lyriko, un software in grado di trasformare i dati in suggerimenti tattici. “Il primo settore su cui abbiamo testato la piattaforma – spiegano Nastasi e Porzio – è quello farmaceutico e la sua immissione nel mercato ha coinciso con lo scoppio della pandemia Covid-19”. Lyriko si è rivelato un software di grande utilità per le aziende farmaceutiche, i loro informatori scientifici e la rete di medici, in particolare nel corso dei lockdown. Grazie a Lyriko la catena di comunicazioni tra aziende, informatori e medici non si è interrotta e anzi si è amplificata grazie a una più efficace gestione delle interazioni.

Nella foro: i fondatori di Sixth Sense, da sn. Reanto Giacobbo Scavo, Gianluca Nastasi, Giacomo Filippo Porzio