Di seguito la risposta del sindaco Michelangelo Betti alle accuse arrivate dalle opposizioni sulla mozione riguardante la videosorveglianza: “Mesi e mesi di impegno per ricostruire un rapporto col mondo dello sport che aveva perso fiducia nell’amministrazione comunale.

Questo è stato uno dei primi lavori che ci siamo trovati ad affrontare”. Michelangelo Betti, sindaco di Cascina, replica così alle accuse piovute dai banchi della minoranza, respingendo le accuse di Cosentini (Lega) e Lazzerini (Fratelli d’Italia). “Una spaccatura generata da tante promesse – incalza Betti –, rimaste sempre sulla carta. Promesse che non tenevano conto della realtà delle cose e che si incagliavano per una mancata attenzione al quadro normativo con cui dovevano, forzatamente, misurarsi. Promesse a perdere, come i vuoti delle bottiglie. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per sbloccare tante situazioni. Un esempio tangibile di questo impegno è rappresentato dall’avvio dei lavori nell’area sportiva di Spazzavento, dopo anni di abbandono e di chiacchiere”. Terreno di scontro è stata la mozione sugli impianti di videosorveglianza. “Dopo la sconfitta elettorale, le opposizioni di destra cercano visibilità e presentano testi per ‘dare impegni’ alla giunta – continua il sindaco –. Nell’ultimo consiglio la Lega e le altre minoranze hanno parlato in maniera generica di videosorveglianza: in questi mesi stiamo lavorando a un generale riassetto della rete di telecamere sul territorio e abbiamo aggiunto anche le foto-trappole per chi abbandona rifiuti. Non esisteva una rete di telecamere, quelle collocate nel Comune non sempre erano funzionanti e neppure avevano la definizione d’immagine necessaria per essere efficaci. Questo è il quadro che abbiamo trovato. È un po’ ridicolo ricevere consigli da chi ci ha lasciato anche questa eredità. I soliti che in questi mesi ci hanno definito, tra l’altro, ‘falsi e incompetenti’ e ‘poco trasparenti’”. La chiusura è riservata al consigliere di Fratelli d’Italia. “Non vale la pena di rispondere a Lazzerini: attacca sindaco, presidente del consiglio comunale e consiglieri di maggioranza perché hanno fatto rispettare il regolamento del consiglio. Regolamento che il consigliere di FdI voleva scavalcare per presentare nella seduta del 29 dicembre (in ritardo sui tempi concessi) un emendamento che avrebbe potuto presentare sin dal 18 ottobre”.