L’esposizione di foto, video e installazioni che si inaugura il 1 aprile alle 17 resterà aperta sino al 2 maggio

In occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, la città di Pisa celebra uno dei maggiori intellettuali del ’900 con la mostra “Manca sempre qualcosa” che si inaugura il 1 aprile alle 17 al Museo della Grafica (Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galilei, 9). L’ingresso è su prenotazione al link https://museodellagrafica.sma.unipi.it/prenotazione-eventi-speciali/ e per l’occasione il Museo resterà aperto sino alle 22.

Pensata come un omaggio che non può certo esaurire la sterminata produzione del poeta di Casarsa, la mostra che durerà sino al 2 maggio si articola in quattro sezioni fra foto, video e installazioni: “Io, Pier Paolo Pasolini”, video dell’Associazione Casa Testori, “Matera, la mia Gerusalemme”, ovvero 25 scatti di Domenico Notarangelo dal set de “Il Vangelo secondo Matteo”, “A Pier Paolo” altri 13 scatti di Elio Ciol e infine “Una disperata mancanza” opere grafiche e installazione di Stefano Tonelli.

Il titolo scelto per la mostra riprende alcuni versi di Pasolini (“Manca sempre qualcosa, c’è un vuoto/in ogni mio intuire…”) che accompagneranno i visitatori come una sorta di fil rouge. L’intera esistenza di Pier Paolo Pasolini fu un inesausto e incessante corpo a corpo con questa “mancanza”, una “incompletezza mai compiuta” di pensiero e di azione che il poeta sapeva essere tanto insopprimibile quanto risolvibile da solo. Aveva ben colto questo aspetto Giovanni Testori che, dalle pagine de “L’Espresso”, pochi giorni dopo la morte di Pasolini ebbe a esprimersi circa la sua drammatica fine. Le parole e gli interrogativi di Testori saranno riprodotte nell’ultimo video della prima sezione della mostra “Io, Pier Paolo Pasolini”. Parole che vogliono essere un invito a percorrere personalmente la riscoperta delle opere di Pier Paolo Pasolini e della sua irriducibile, contraddittoria, originalità.

Pasolini costituisce infatti un capitolo aperto – una ferita aperta, oseremmo dire – nella nostra storia. Una ferita profonda capace di scavare e illuminare, ancora oggi, le inquietudini che attraversano la società contemporanea. Una ferita che il poeta visse in prima persona, esito del grande mutamento – antropologico prima ancora che di costume – che il popolo del nostro paese andò “gioiosamente” subendo con l’avvento di modelli largamente orientati al consumo e alle leggi di mercato figlie del boom economico degli anni del secondo dopoguerra. Andava così sparendo un mondo, millenario e rurale, in cui generazioni di uomini e donne hanno vissuto, e con quello si decostruiva quell’immagine ancestrale di una umanità il cui rapporto con la terra, la natura, le cose e i propri simili si svolgeva in una dimensione naturalmente aperta alla trascendenza. Le contraddizioni, l’eterna nostalgia con cui l’intellettuale friulano guardava al mondo in cui era cresciuto – e che stava velocemente mutando – possono essere emblematicamente racchiuse nella parola “mancanza”.

Grazie alla collaborazione tecnica del Polo Multimediale dell’Università di Pisa, sarà possibile seguire l’inaugurazione in diretta streaming sul canale Youtube del Sistema Museale di Ateneo “Video Sma Unipi” al link: https://www.youtube.com/watch?v=8AXqpDYVrw8. L’ente promotore della mostra è il Comune di Pisa, Assessorato al Turismo e al Commercio; la realizzazione è del Museo della Grafica con la collaborazione di Cinema Arsenale; la curatela è di Davide Rondoni, Massimo Trocchi e Paolo Pesciatini sono i curatori e la direzione organizzativa è della Libreria Pellegrini.

La mostra ha il patrocinio dell’Università di Pisa, del Centro Studi Pier Paolo Pasolini e del Sistema Museale di Ateneo.