Il cantiere per i nuovi spogliatoi non c’è, non si vede. Perché l’azienda ospedaliera pisana sostiene il contrario? Dopo il nostro sopralluogo al Centro trapianti dell’Ospedale di Cisanello, dal quale è emerso lo stato non dignitoso e insalubre degli spogliatoi (ricordiamo che i sanitari sono obbligati a cambiarsi in ospedale per evitare problemi di contaminazione) che i lavoratori denunciano da anni, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana ha fatto sapere che è già pronto un cantiere. Ma noi non lo abbiamo visto, né i lavoratori presenti ne sapevano alcunché! Invitiamo il Direttore Generale, la dottoressa Silvia Briani, ad andare subito domani mattina a verificare, noi siamo disponibili a effettuare un nuovo sopralluogo in qualsiasi momento. Così magari potremmo dare un’occhiata anche ad altre criticità: alle finestre che non si chiudono perché vi passano tubi e cavi, agli ascensori piccoli per le barelle dei pazienti, ai magazzini trasformati in “discariche” di materiale di ogni tipo” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci, componente della Commissione Sanità, che lo scorso 12 aprile ha effettuato un sopralluogo a Cisanello insieme ad Antonella Scocca, Dirigente del Dipartimento Nazionale Sanità di Fratelli d’Italia. 
“Gli spogliatoi del personale sanitari e gli ambienti del seminterrato dell’edificio 6 del Centro trapianti, sono in condizioni fatiscenti e malsane da oltre 10 anni, una situazione completamente ignorata dall’Azienda ospedaliera anche quando l’ennesimo allagamento del seminterrato provocò l’interruzione dell’erogazione di energia elettrica nelle sale operatorie durante lo svolgimento di interventi chirurgici. Quanti sopralluoghi sono stati effettuati? La U.O. Prevenzione e Protezione rischi è al corrente del generale deterioramento della zona spogliatoio? Ricordiamo anche alla Direzione Generale come i tassi di infezione da Klebsiella dei Presidi ospedalieri dell’Area Nord-Ovest fossero i più elevati di quelli di tutti i Paesi europei messi insieme, tanto da farci meritare l’inserimento in una black-list da parte della Comunità europea”.