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Martedì, nel centro storico di Pisa giornata dedicata a Franco Battiato

È in programma martedì 7 giugno, alle 18, nello spazio verde in centro storico, la presentazione del libro di Carlo Boccadoro, “Battiato. Cafè Table Musik”, edito da “La Nave di Teseo”. Un saggio che ci fa scoprire un Battiato inedito e ancora poco conosciuto, sempre geniale, estroso e lungimirante. L’autore dialogherà con Fabrizio Bartelloni e Marco Masoni.

La serata proseguirà alle 19,30 con un imperdibile live. Dall’incontro di Carlo De Toni (RHumornero) e Valeria Volpi con Michele Micheletti e Leonardo Pagni (direttivo di CO-Scienza), nasce il progetto “Inneres Auge”, che propone nuove interpretazioni “sussurrate” dei brani di Franco Battiato e del suo percorso esoterico nell’arte, nella musica e nella spiritualità. Inizialmente prodotto per le conferenze streaming di “Co-Scienza Frammenti evolutivi” presentate da Red Ronnie, oggi si evolve in un vero e proprio progetto live: voce di Valeria Volpi, voce e chitarra di Carlo De Toni, sulle note di Dario Cei al pianoforte.

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I PROSSIMI EVENTI

Il Giardino La Nunziatina, nel centro storico di Pisa a due passi da Corso Italia, è un’arena estiva con cocktail bar, spuntini e area bimbi. Ingresso libero; aperto tutti i giorni dalle 18 alle 24

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LA STORIA DEL GIARDINO

La fama del giardino di palazzo Mastiani Brunacci, per l’identità esclusiva, per la rarità delle sue piante e per il suo assetto, si deve a Elena Amati, che sposò il cavalier G. F. Mastiani Brunacci, il più ricco dei maggiorenti pisani. Sia il palazzo che il giardino nel XIX secolo furono l’occasione mondana più ambita dell’aristocrazia e dei grand tourist: Madame de Staël, la contessa d’Albany, la duchessa de Berry, Vittorio Alfieri, lord William Hamilton, Elisa Baciocchi Bonaparte, Cammillo e Paolina Borghese, i principi Torlonia, Giacomo Leopardi, furono gli ospiti con i quali Elena aveva rapporti di consuetudine. Non conosciamo il nome del progettista, per l’irreparabile perdita dell’archivio familiare, ma si può ipotizzare che la Mastiani si sia affidata all’architetto Gherardesca che in quel periodo aveva realizzato il monumentale scalone del palazzo e il limitrofo giardino Venerosi Pesciolini.

Nel 1805 lo scienziato Gaetano Savi dedicò alla Mastiani il suo trattato Materia Medica vegetabile Toscana, perché la gentildonna aveva voluto nel suo palazzo un vago Giardino in cui “le piante più belle formano un variato spettacolo”. Sappiamo così che nel Giardino erano presenti i rari Gymnocladus Canadensis, il Laurus Camphora, originario del Giappone, la Sophora Tetraptera, originaria della Nuova Zelanda.

Coevo al trattato del Savi, probabilmente di sua mano, è un rarissimo opuscolo Catalogo delle piante del Giardino Mastiani. Una carta eseguita dall’ingegnere Giacinto Van Lint ci restituisce una pianta del giardino con la presenza, addossata ad un muro di recinzione, di una nicchia a grottesca (forse con statua), di una fontana, di aiuole articolate secondo geometrie e simmetrie ben precise, piedistalli su cui poggiavano i vasi delle piante di agrumi. Il giardino, dopo un periodo in cui è stato cinema all’aperto, è stato riaperto al pubblico solo nel 2021.