In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne di domani 25 novembre, anche la Polizia di Stato di Pisa fa la sua parte, protesa com’è a mettere in campo quotidianamente ogni risorsa necessaria per combattere questo odioso fenomeno. Sovente la Polizia di Stato rappresenta il front office per chi purtroppo vive problemi di violenza, non solo fisica ma anche psicologica, economica, etc., e trova il coraggio di rivolgersi alle donne e agli uomini in divisa per uscire dalla spirale.

Ogni operatore sa che non basta perseguire i colpevoli, serve anche tutelare la vittima e, se la violenza è intramuraria, se presenti, a tutelare pure i minori, soggetti particolarmente da proteggere per evitare anche solo la violenza c.d. assistita. Papa Francesco ha detto significativamente che “E’ impressionante il numero di donne colpite, offese, violate”; dunque se è vero che gli aspetti subculturali che ancora alimentano questo odioso fenomeno vanno estirpati dalla società intera, la Polizia di Stato sa che deve intervenire tempestivamente ed incisivamente per contrastare il fenomeno ed abbattere il numero dei femminicidi.
Oltre alle denunce, alle indagini penali, alla esecuzione di arresti e misure cautelari disposte dalla Autorità giudiziaria, la legislazione ha dato ai Questori in quanto Autorità provinciali di Pubblica sicurezza tecnico-operative il potere dell’ ammonimento verso l’ autore di maltrattamenti o atti persecutori, una misura di prevenzione immediata, che elimina il rischio di recidiva nel 90% dei casi e dunque è un formidabile deterrente per contrastare la violenza di genere.
Gli ammonimenti previsti dal legislatore, oltre all’ ammonimento per cyberbullismo, sono gli “Ammonimenti per atti persecutori” ex art. 8 legge 38/09 e gli “Ammonimenti per atti di violenza domestica”, ex art. 3 legge 119/13. Questi strumenti sono di immediata attuazione, hanno conseguenze di diritto penale sostanziale (se l’ ammonito reitera la condotta, la pena è aumentata) e processuali (se l’ ammonito reitera la condotta, si procede d’ ufficio per atti persecutori), obbliga il Questore ad adottare provvedimenti ablativi in materia di armi e contiene la c.d. “ingiunzione trattamentale”, ovvero l’ invito per l’ ammonito a rivolgersi ai Centri specializzati sul territorio, che possono dare aiuto al maltrattante o allo stalker dal punto di vista terapeutico.
Gli ammonimenti adottati dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Pisa sono stati 10 nel 2020, tutti per atti persecutori; sono stati 19 nel 2021, tutti per atti persecutori; nel 2022, ad oggi sono 17 per atti persecutori e 1 per atti di violenza domestica.
In tema di violenza di genere, la Questura è anche dotata di una stanza “audizioni protette”, inaugurata nel dicembre 2021 in collaborazione con il Soroptimist per attuare i dettami dell’ art. 351 comma 3 bis del codice di rito sulle modalità di ascolto di vittime e testimoni di reati di genere di minore età. Nei mesi da marzo a maggio scorsi, in piena emergenza rifugiati ucraini, la stanza attrezzata è stata utilizzata anche per accogliere le domande di protezione internazionale di centinaia di ucraini.
Dal punto di vista delle iniziative connesse alla ricorrenza, alcuni Funzionari della Questura che si occupano della materia sia dal punto di vista delle misure di prevenzione che delle indagini e del contrasto alla violenza di genere sono chiamati in questi giorni a partecipare come correlatori ai numerosi convegni organizzati a Pisa e provincia, a testimonianza del riconoscimento del ruolo primario della Polizia di Stato nel contrasto al fenomeno.
Da ultimo, nell’ambito della campagna “Orange the world”, nella giornata di domani 25 novembre a partire dalle 17.15 è prevista, in collaborazione con il Soroptimist, l’illuminazione dell’edificio della Questura di arancione (il colore-simbolo della giornata) e la installazione di un gazebo informativo in piazza dei Miracoli, dalle 15.30 alle 19.30, con la presenza delle poliziotte che si occupano di prevenzione e repressione della violenza di genere e che distribuiranno opuscoli informativi alla cittadinanza, nell’ambito del progetto nazionale di prevenzione della violenza denominato “Questo non è amore”.