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Coldiretti: Fulvio Salvadori è il nuovo presidente interprovinciale di Federpensionati

Fulvio Salvadori è il nuovo presidente interprovinciale di Federpensionati. 67 anni, Salvadori è titolare, insieme al fratello Fabrizio e alla nipote Federica della storica azienda Salvadori Furio Ssa (dal nome del padre) all’interno del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massacciuccoli. Vice presidenti dei Senior di Coldiretti sono stati nominati Luciano Pattaro (Cascina) e Leonardo Garzelli (Livorno). Il nuovo consiglio direttivo è invece formato da Vincenzo Abate (Livorno), Ulisse Stefanucci (Pisa), Francesco Musu (Fauglia), Rosa Lo Vetere (Santa Luce), Carla Ulissi (San Giuliano Terme) oltre al neo presidente e dai due vice. 

E’ il risultato dell’assemblea provinciale di Fedepersionati di Coldiretti Pisa e Livorno che si è tenuta nell’ufficio zona di via Nenni, a Pisa, alla presenza dei presidenti di Coldiretti Pisa, Fabrizio Filippi e Livorno, Simone Ferri Graziani, del Direttore, Giovanni Duò e della segretaria del movimento Pisa Livorno, Valentina Stillo. 

In pensione da soli tre anni, la nomina di Salvadori è stata una “sorpresa anche per lui”: “non me l’aspettavo. E’ un ruolo nuovo per me. Una nomina che mi fa molto piacere. – spiega Salvadori – E a cui dedicherò impegno ed energie”.  Nata nel 1931 con la concessione in affitto al nonno da parte del re Vittorio Emanuele III di 46 ettari della Tenuta di Tombolo, l’azienda di Salvadori si occupa di allevamento semibrado di bovino da carne della razza Limousine e della razza Mucco Pisana,  autoctona e in via d’estinzione, allevata secondo un programma regionale di salvaguardia. L’azienda, che dal 2002 è diventata biologica, autoproduce nei 240 ettari di proprietà tutto il necessario per l’allevamento (foraggere, cereali e leguminose per l’alimentazione del bestiame) e vende direttamente le carni nel punto vendita con il marchio “Carne Bovina di Pisa”. Agriturismo con ristorazione, agricampeggio e recentemente anche fattoria didattica, l’azienda di Salvadori Fulvio Ssa è un bell’esempio di quella multifunzionalità che è figlia del grande dinamismo contadino. 

“L’aver vissuto a contatto con mio nonno, ed avendo oggi raggiunto lo stesso traguardo, mi rendo conto dell’importanza che ha avuto nella mia vita. – spiega Salvadori – Mi ha trasferito esperienza, saggezza, curiosità. E così ha fatto mio padre. E’ una catena che, in campagna, significa assicurare continuità e futuro all’agricoltura attraverso le nuove generazioni. A noi spetta il compito di trasferire amore, passione e volontà per la vita contadina. Nonostante la pensione, tutt’oggi sono in prima linea, a fianco ai miei figli, per aiutarli ed accompagnarli”. 

Sono 286 gli agricoltori, tra Pisa e Livorno, con 65 anni ed oltre secondo l’Inps che andranno in pensione nei prossimi due-tre anni ma che continueranno, come spesso accade, a lavorare la terra o allevare animali per via di quel legame che va oltre l’età della pensione. L’agricoltura è, infatti, il settore che rappresenta un modello di come gli anziani possano continuare a svolgere un ruolo attivo nel sistema economico e nella società. “Preservano e trasmettono le tradizioni, sono le migliori sentinelle dei borghi dove nascono le nostre eccellenze agroalimentari e rappresentano anche un valido supporto economico per le famiglie, soprattutto in questi tempi di crisi per il caro spesa. – spiega Coldiretti Pisa Livorno – Non costituiscono dunque un costo, ma contribuiscono alla produzione della ricchezza. E sono indispensabili poi per passare il testimone, insieme all’esperienza e alla conoscenza, alle nuove generazioni”.

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