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L’aria nel Consiglio Comunale si fa sempre più pesante. Lo ha ribadito senza mezzi termini Matteo Puccioni, Consigliere PD di San Giuliano Terme, dopo l’ultima, dolorosa variazione di bilancio. Il nocciolo della questione è presto detto: il Governo centrale batte cassa, e per il piccolo Comune termale si parla di una richiesta complessiva che sfiora i 600 mila euro in cinque anni.
“Durante l’ultimo Consiglio abbiamo dovuto approvare una variazione che, tra le altre cose, prevedeva l’esborso immediato di 127 mila euro da versare direttamente nelle casse dello Stato,” attacca Puccioni. “Ora, diciamocelo chiaramente: i bilanci comunali non sono la tavolozza dei desideri di Roma. Siamo noi, i Comuni, i veri front-office delle crisi, quelli che devono rispondere al cittadino che bussa alla porta. Eppure, siamo trattati come il bancomat personale del Governo.”
Il Consigliere non le manda a dire, puntando il dito su cosa si potrebbe fare con una cifra così significativa, soprattutto in un momento di crescente difficoltà sociale.
“Quei 127 mila euro non sono una cifra astratta. Non sono fumo. Sono, per esempio, 250 bonus spesa da 500 euro per le famiglie in difficoltà. Sono l’equivalente di un intero anno di attività per il nostro sportello sociale, o magari l’assunzione di un assistente sociale in più. Sono i soldi per risistemare due strade pericolanti.”
Puccioni sottolinea come, mentre il Governo parla di grandi manovre e mega-progetti, la realtà quotidiana dei cittadini e delle amministrazioni si scontra con l’essenziale: “Noi qui gestiamo le buche sulle strade, le luci che non funzionano e le richieste disperate di aiuto. Abbiamo uffici che lavorano con l’acqua alla gola e si vedono sottrarre risorse che andrebbero destinate alla sanità locale, al trasporto scolastico o all’aiuto alle piccole imprese.”
La dura vita dei Comuni: sempre a pagare
L’affondo finale è sulla logica che, a suo dire, sta strangolando l’autonomia locale. “È una storia vecchia, ma non per questo meno amara: quando c’è da fare quadrare i conti dello Stato o finanziare un’iniziativa calata dall’alto, chi paga per primo? Sempre i piccoli Comuni,” tuona Puccioni.
“Siamo noi che dobbiamo stringere la cinghia, tagliare sui progetti culturali o rinviare le manutenzioni, per finanziare manovre decise a chilometri di distanza. Ci chiedono ‘solidarietà nazionale’, ma la vera solidarietà dovrebbe essere a rovescio: il Governo dovrebbe sostenere chi è in prima linea, non saccheggiarlo!”
La richiesta del consigliere è chiara: “Basta considerare i bilanci comunali come riserve d’emergenza per coprire i buchi del Governo. La gente ha bisogno di risposte qui e ora, non di vedere i propri soldi sparire in direzioni ignote. Quei 600 mila euro ci mancheranno, e a farne le spese non saranno i politici, ma i nostri concittadini.”