Bancarelle del Duomo: il TAR ferma lo sgombero

Gli operatori chiedono confronto: “Decisioni prese senza ascoltarci”

Gli operatori del commercio su area pubblica attivi nell’area del Duomo e il Consorzio Pisa dei Miracoli prendono atto del decreto con cui il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha accolto l’istanza cautelare presentata da alcuni ambulanti, sospendendo di fatto gli effetti dell’ordinanza comunale che disponeva lo sgombero dell’area di Piazza Manin.

Al di là degli aspetti giuridici, che saranno approfonditi nelle sedi opportune, ciò che emerge con chiarezza da questa vicenda è il mancato confronto tra l’Amministrazione comunale e gli operatori direttamente coinvolti, nonostante le ripetute richieste di dialogo avanzate nei mesi precedenti.

Gli operatori si sono sempre resi disponibili, Tuttavia, il percorso adottato è apparso fin dall’inizio unilaterale, con decisioni già definite e comunicate senza un reale coinvolgimento di chi lavora quotidianamente in quell’area.

In particolare, il contratto e le nuove condizioni predisposte dal Comune di Pisa non sono mai stati oggetto di un confronto preventivo con gli operatori. Esistono aspetti organizzativi, economici e funzionali che gli ambulanti avrebbero voluto discutere e migliorare attraverso un dialogo diretto con l’Amministrazione, proprio per evitare situazioni di incertezza e conflitti come quella attuale.

La fretta con cui si è proceduto e l’assenza di un tavolo di confronto hanno prodotto tensioni e un contenzioso che, con ogni probabilità, avrebbe potuto essere evitato attraverso un percorso condiviso e trasparente.

Gli operatori del Duomo e il Consorzio di Piazza dei Miracoli ribadiscono oggi la propria disponibilità immediata a un confronto serio e costruttivo con il Comune di Pisa, con l’obiettivo di individuare soluzioni equilibrate che tengano insieme le esigenze di riqualificazione urbana e stipulare un contratto condiviso tra l’amministrazione e gli operatori, che da anni operano nel rispetto delle regole e rappresentano una parte integrante del tessuto cittadino.

Il dialogo e il confronto non rallentano i processi: sono gli strumenti che permettono di governarli senza creare fratture, ricorsi e disagi per la città e per chi vi lavora.