Comune di Santa Maria a Monte: Sinistra Plurale scopre l’acqua calda …e lo fa pure in ritardo

Di seguito il comunicato stampa:

“Prima di fare i professori, bisognerebbe almeno leggere gli atti”, lo sostiene
Manuela Del Grande, Sindaco di Santa Maria a Monte. Sinistra Plurale torna sui
giornali con il solito schema: prendere un problema reale, trasformarlo in una
lezione alla maggioranza e raccontarsi come se fosse l’unica forza politica ad aver
capito tutto. Peccato che, anche questa volta, arrivi dopo.
Le date, infatti, raccontano una storia molto diversa da quella che provano a
vendere ai cittadini. Il 30 marzo 2026, in Consiglio comunale, era già all’ordine del
giorno la 2ª variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028. Dentro quel
percorso amministrativo, la maggioranza aveva già scelto di intervenire con risorse
concrete sulla sicurezza e sulla videosorveglianza.
Il 5 maggio 2026, invece, Sinistra Plurale usciva sui giornali a spiegare cosa
bisognerebbe fare, come se il Comune fosse rimasto fermo ad aspettare la loro
lezione. Peccato che la realtà sia più concreta dei comunicati.
Sono stati infatti destinati 12.532 euro alla videosorveglianza, con quattro postazioni
individuate:

  • due telecamere agli impianti sportivi di Montecalvoli;
  • una a Ponticelli, zona Montesina;
  • una al PIP.
    Questi non sono slogan. Sono atti, risorse, scelte amministrative. Ed è qui che cade
    tutta la loro ricostruzione.
    “Sui vandalismi agli impianti sportivi e sul tema della sicurezza”, sostiene il Sindaco,
    Sinistra Plurale prova a spiegare al Comune cosa dovrebbe fare. Parla di tavoli,
    coinvolgimento, confronto, comunità. Tutte parole rispettabili, se non fossero usate
    come copertura per costruire l’ennesima accusa politica. Ma un conto è fare
    opposizione, altro è presentarsi ogni volta come quelli che “avevano capito prima”,
    quando in realtà si arriva a commentare dopo che l’Amministrazione ha già avviato il
    percorso.
    Il punto politico è semplice: Sinistra Plurale parla come se il Comune fosse fermo,
    ma il Comune si era già mosso.
    E allora la domanda è inevitabile: prima di accusare, prima di impartire lezioni,
    prima di raccontare ai cittadini che la maggioranza non ascolta e non agisce, gli atti li
    leggono?
    Perché la sicurezza non si costruisce con frasi ad effetto. Non si costruisce facendo
    finta che ogni problema del territorio sia la prova di un’Amministrazione assente e
    non si costruisce nemmeno contrapponendo in modo superficiale prevenzione e
    controllo.
    Serve coinvolgere la comunità? Certo.
    Serve educazione civica? Certo.
    Serve responsabilità da parte delle famiglie, delle associazioni, delle realtà sportive e
    sociali? Certo.
    Ma servono anche strumenti concreti per tutelare luoghi pubblici, impianti sportivi,
    aree sensibili e beni comuni. Ed è esattamente ciò che la maggioranza ha scelto di
    fare.