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L’Associazione ambientalista La Città Ecologica APS esprime soddisfazione per il fatto che sembri finalmente avviarsi il completamento della cella n. 4, per la quale la Regione Toscana aveva commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (Laboratorio di Ingegneria Marittima) dell’Università di Firenze uno studio sulle modifiche necessarie a garantirle lo stesso livello di protezione assicurato dalle celle 6 e 7, entrambe in ghiaia e da sempre pienamente efficaci. Secondo quanto emerso, lo stanziamento di 7,5 milioni di euro sarà destinato innanzitutto al ripascimento e all’ampliamento verso mare della diga soffolta, poiché gli interventi del primo stralcio si sono rivelati insufficienti a ridurre efficacemente l’energia del moto ondoso, essendo la struttura ancora troppo stretta e troppo vicina alla battigia. Successivamente si procederebbe a un consistente ripascimento in ghiaia della stessa cella, oggi quasi completamente svuotata.
Se tali interventi saranno confermati, l’associazione esprime apprezzamento e auspica che le procedure di gara e di aggiudicazione dei lavori si svolgano con la massima rapidità, affinché la fase esecutiva possa iniziare nel più breve tempo possibile. Desta invece preoccupazione l’ipotesi di un avvio dei lavori nel 2027: affrontare il prossimo autunno e l’inverno nelle attuali condizioni esporrebbe infatti l’abitato al rischio di nuovi allagamenti provocati dalle mareggiate.
L’associazione valuta positivamente anche l’avvio, nell’ambito del progetto MED-IREN promosso dall’Università di Firenze, dalla Regione Toscana, dal Comune di Pisa e dalla Scuola Superiore Sant’Anna, con finanziamento dell’Unione Europea e al quale La Città Ecologica partecipa come stakeholder, di un’attività di monitoraggio affidata all’Università di Firenze e di un lieve ripascimento della cella 5, anch’essa sensibilmente impoverita. Anche in questo caso, tuttavia, sarebbero necessari finanziamenti ben più consistenti.
Secondo La Città Ecologica, è però prematuro sostenere che questi interventi siano sufficienti a mettere completamente in sicurezza il litorale dalle mareggiate e dall’erosione.
Resta infatti irrisolta la questione della scogliera di protezione dell’accesso sud al porto, di competenza della proprietà interessata, che rappresenta, insieme alla cella 4, uno dei punti più critici dell’intero sistema di difesa dell’abitato.
L’associazione ritiene inoltre che i lavori previsti sulla cella 4 non possano essere considerati risolutivi rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici. Se le emissioni di gas serra continueranno ai ritmi attuali, entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare da 50 centimetri fino a 1,5 metri, con conseguenze sempre più gravi dovute a mareggiate ed eventi estremi.
Per La Città Ecologica, un Paese come l’Italia, con circa 8.000 chilometri di coste, dovrebbe dotarsi di un vero piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, accompagnato da adeguate risorse finanziarie, invece di destinare ingenti fondi ad altre priorità, come la spesa per gli armamenti.
Anche la Regione Toscana, secondo l’associazione, è chiamata a fare la propria parte. Con i suoi circa 633 chilometri di costa, molti dei quali particolarmente vulnerabili all’innalzamento del livello del mare, la Regione dovrebbe definire una chiara strategia per il futuro dei litorali. È necessario elaborare un piano generale di adattamento ai cambiamenti climatici che interessi, almeno per l’area pisana, il tratto costiero compreso tra Livorno e Viareggio, affidandone la progettazione a esperti di livello internazionale, capaci di individuare soluzioni innovative che coniughino efficacia nella difesa della costa e tutela del paesaggio. In quest’ottica, l’associazione osserva come risulti discutibile destinare ingenti risorse ad altre opere infrastrutturali, quali la Darsena Europa.