Le opere di Stagnabricchi in mostra alla Biblioteca di Cascina

Fino al 31 ottobre, al giardino della Biblioteca Comunale di Cascina, sarà possibile visitare una selezione di opere in ferro battuto realizzate da Mario Vanni e messe a disposizione dalla famiglia. Nel 1987 un giornalista definì Mario Vanni, conosciuto a Cascina con il soprannome di “Stagnabricchi”, “l’ultimo Vulcano di Cascina”, accostandone la figura a quella della divinità greco-romana del fuoco e della metallurgia: un appellativo che ben sintetizza la passione, la competenza e la straordinaria manualità che hanno contraddistinto il suo lungo percorso artistico e artigianale. “Un appuntamento culturale di grande rilievo per la nostra comunità – ha detto l’assessora alla cultura Francesca Mori –, che unisce valore artistico, memoria e ricerca visiva. È sempre motivo di grande orgoglio vedere i nostri spazi cittadini animarsi di bellezza e accogliere proposte capaci di stimolare il dibattito, l’ispirazione e la meraviglia”. La mostra è visitabile da lunedì a venerdì in orario 9-13.30 e 14.30-19.30 e il sabato 9-13.30.

Nato a Cascina nel 1936, Vanni iniziò il proprio apprendistato a soli tredici anni e, nel 1950, aprì un proprio laboratorio. Qui maturò e sviluppò nel tempo uno stile personale, capace di fondere la precisione della lavorazione artigianale con una spiccata sensibilità artistica. Figura inconfondibile, anche per la lunga barba bianca e per il carattere schivo, ma sempre disponibile al confronto e al dibattito, Vanni si dedicò alla realizzazione di figure, bassorilievi e manufatti ornamentali, distinguendosi anche nell’attività di restauro di opere antiche.

La qualità e l’originalità delle sue creazioni gli valsero numerosi riconoscimenti e la partecipazione, in diverse occasioni, alla Biennale d’Arte Fabbrile di Stia, in provincia di Arezzo, la più antica manifestazione internazionale dedicata all’arte della lavorazione del ferro, oltre che alla Fiera del Ferro Battuto di Vittorio Veneto. Tra gli incarichi più prestigiosi della sua carriera figura la partecipazione alla decorazione del cancello del Globe Theatre di Londra, ricostruito sul modello dei teatri elisabettiani dell’epoca di William Shakespeare. Per quell’importante progetto furono selezionati fabbri provenienti da tutto il mondo, tra i quali anche Mario Vanni, che scelse come soggetto simbolico la vipera, richiamando sia la tragedia “Antonio e Cleopatra” sia le forme sinuose e caratteristiche dell’animale.

A Cascina, la sua opera più conosciuta è stata realizzata nel 2011 e si trova al centro della rotatoria tra via Tosco Romagnola e via Nazario Sauro. Si tratta di una riproduzione in ferro della Torre Eiffel, sormontata da un biplano, realizzata in memoria del giovane aviatore cascinese Giuseppe Cei, morto il 28 marzo 1911 in seguito alla caduta del suo velivolo nei pressi dell’isola di Rothschild, a Puteaux, alle porte di Parigi. Con una foto di questa opera, il Comune di Cascina ha partecipato di recente a un concorso online lanciato da Anci Toscana, classificandosi al secondo posto per una manciata di voti. Alla figura di Giuseppe Cei saranno inoltre dedicati un incontro sull’aviazione dell’epoca e un approfondimento sul suo monumento funebre in marmo, collocato nel Camposanto cittadino. L’opera, realizzata nel 1915, è firmata da Cesare Varnesi, all’epoca direttore e docente di scultura dell’Istituto d’Arte di Cascina.

La mostra rappresenta così un’occasione per riscoprire il talento di Mario Vanni e, attraverso le sue opere, valorizzare una tradizione artigianale profondamente radicata nella storia e nell’identità di Cascina.