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Giovedì 21 marzo al Teatro Verdi il terzo capitolo della trilogia parte del progetto “Il palcoscenico della legalità”

Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ricorrenza che è stata anche riconosciuta e sancita con voto unanime dalla Camera dei Deputati il 1° marzo 2017. 
Dal 1996, ogni anno, in una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai.
Non è un caso, dunque, che sia stato scelto proprio il 21 marzo per rappresentare, al Teatro Verdi – nell’ambito della rassegna ‘Teatri di Confine’ che la Fondazione Teatro di Pisa organizza insieme con Fondazione Toscana Spettacolo onlus –   Dieci storie proprio così-Terzo atto: in scena giovedì sera alle ore 21.
Nato da un’idea di Giulia Minoli, Dieci storie proprio così – Terzo atto è la terza parte di una trilogia teatrale volta a sensibilizzazione il pubblico, e in particolare i giovani, contro «quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire», come ricordano le due autrici, Giulia Minoli ed Emanuela Giordano, anche regista dello spettacolo, che spiegano: «È lo svelamento dei complessi legami che si intrecciano tra economia “legale” ed economia “criminale”, legami che uccidono il libero mercato e minacciano gravemente il nostro futuro.» Uno svelamento che si concretizza in scena attraverso le storie di persone normali, uomini e donne che hanno trovato il coraggio di reagire, come il sindaco che combatte le logiche mafiose che intossicano la sua città, il commercialista che contrasta il rapporto tra aziende e denaro sporco, il giornalista, il collaboratore di giustizia, il testimone, ma anche attraverso le strategie di impegno di un gruppo di liceali, la sfida di alcuni imprenditori. Quello che lo spettacolo testimonia è un’Italia viva, che ci propone un modo diverso di concepire le risorse economiche, gli spazi comuni, la nostra stessa esistenza. 
A porgerci queste storie sono Maria Chiara Augenti, Daria D’Aloia, Vincenzo D’Amato, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo; alle chitarre Tommaso Di Giulio (sue le musiche originali), alla batteria Paolo Volpini
Prodotto da tre importanti teatri nazionali, il Teatro di Roma, ERT Emilia Romagna teatro e il Teatro Stabile di Napoli e dal centro di produzione teatrale Fondazione teatro ragazzi e giovani, in collaborazione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e The Co2 Crisis Opportunity Onlus, Dieci storie proprio così – terzo atto è parte integrante del progetto Il palcoscenico della legalità, un progetto nazionale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari minorili, scuole, università e società civile, un progetto rappresenta una “ragionata provocazione” contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. La formazione nelle scuole accompagna lo spettacolo in tutte le città in cui va in scena; gli incontri e i laboratori sono tenuti da un gruppo di attori-formatori che insieme ai dottorandi delle Università partner del progetto, attraverso il linguaggio e le tecniche teatrali affrontano il concetto di etica e di bene comune e ragionano sulla nostra responsabilità individuale e collettiva riguardo a logiche e culture mafiose. A Pisa, lo spettacolo è stato preceduto da alcuni incontri con tre classi dell’Istituto professionale Matteotti e, sabato pomeriggio, nell’Aula Magna dell’Ateneo pisano,  da un incontro con gli studenti dell’Università e del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, diretto dal prof. Alberto Vannucci, ordinario presso il Dipartimento di Scienze Politiche, primo Master universitario italiano sui temi dell’anticorruzione e dell’antimafia.
I biglietti (posto unico 10 euro, ridotto 7 euro) sono in vendita al Botteghino del Teatro Verdi (sportello e telefonica) e nel circuito vivaticket.
Per informazioni tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it