Chiusura in grande stile per la XIX edizione di Anima Mundi, venerdì 20 settembre in Cattedrale, con lo Stabat Mater, capolavoro sacro di Gioachino Rossini. Lo affronteranno quattro solisti celebri, Sabina von Walther soprano, Aurora Faggioli mezzosoprano, Davide Giusti tenore e Simón Orfila basso, diretti da un altro protagonista fra i più ammirati del movimento di riscoperta di esecuzioni storicamente consapevoli, l’inglese Robert King, qui alla testa del Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati, che aprirà un programma tutto italiano con l’Ave Maria e le Laudi alla Vergine dai Pezzi sacri di Giuseppe Verdi, e dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.

Nel loro insieme i Quattro pezzi sacri sono etichettati di solito come l’ultima creazione di Giuseppe Verdi, dopo l’addio al teatro dato nel 1893 con il Falstaff. Ma successivi al Falstaff sono solo Te Deum e Stabat Mater: Laudi e Ave Maria nacquero prima. E a un lavoro organico intitolato Quattro pezzi sacri e ordinato in una successione precisa Verdi non pensò mai. L’Ave Maria – una «semplice sciarata», «alcune note sovrapposte ad un basso sgangherato», minimizzava Verdi – scaturì da una curiosità. Il 5 agosto 1888 la Gazzetta musicale di Milano riprodusse una bizzarra scala inventata da Adolfo Crescentini, un insegnante del Liceo musicale di Bologna, proponendo a chi ne avesse voglia, un po’ come in un problema di scacchi, di trovarne l’armonizzazione migliore.Le Laudi alla Vergine Maria, su versi dell’ultimo canto del Paradiso, sono invece del 1886-1887: Verdi le intese come un pezzo a quattro voci sole, e a due soprani e due contralti solisti furono affidate le prime esecuzioni lui vivente. Un’esercitazione polifonica che sigla la ricomposizione di un rapporto fin allora faticoso ma non infecondo fra Verdi e la massima manifestazione dello spirito musicale italiano nel Cinquecento, appunto la polifonia “a cappella”.

Lo Stabat Mater di Rossini cominciò a prender forma nei primi mesi del 1831 durante un soggiorno a Madrid. Rientrato a Parigi, arrivò a mettere in musica la prima delle venti terzine della sequenza duecentesca attribuita a Jacopone da Todi, e quelle dalla nona all’ultima comprese, per un totale di sei pezzi. Poi si fermò, forse per le prime avvisaglie della crisi fisica e psichica che pochi anni più tardi arrivò quasi a paralizzarlo. Fece musicare il resto a un vecchio compagno di studi, Giuseppe Tadolini, e il lavoro così completato fu eseguito a Madrid nel 1833, in sua assenza.Nel 1841, Rossini bloccò l’editore che intendeva pubblicare la partitura e musicò le terzine mancanti suddividendole in tre pezzi e aggiungendovi un Amen conclusivo. Preceduto da esecuzioni parziali e ridotte, il battesimo ufficiale dello Stabat completo ebbe luogo il 7 gennaio 1842 al Théâtre Italien, con una compagnia di stelle e un successo non meno grandioso che annunciato.Rapidamente lo Stabat conquistò tutta Europa, comparendo nel solo 1842 in altre ventinove città. Forse Rossini aveva accettato la commissione dello Stabat perché ci vedeva un’occasione per tornare a vivere come musicista dopo un decennio di crisi profonde; se invece pensava davvero a un addio definitivo, il modo migliore per farlo era appunto un lavoro di musica sacra, da sempre il campo più elevato che si offrisse a un compositore, sia spiritualmente sia come impegno tecnico.

Il concerto, parallelamente a quello di apertura, sarà annunciato dagli Ottoni sulla Torre: a partire dalle ore 20 consueto concerto di benvenuto di corni, trombe e tromboni.

Questa sera il pubblico di Anima Mundi potrà sostenere il progetto di Caritas-Arcidiocesi di Pisa Mense dei poveri. Più di 30mila pasti all’anno. Più di 1500 persone diverse incontrate. Sono i numeri di una povertà radicale, segno concreto che ci sono persone nel nostro territorio che non hanno neppure l’essenziale per sopravvivere. Le tre mense dei poveri della città di Pisa, San Francesco, Santo Stefano e Cottolengo, coordinate dalla Caritas diocesana sono la prima risposta concreta alla domanda “aiutami a sopravvivere” che incontriamo al Centro d’Ascolto. Un servizio totalmente a carico della comunità ecclesiale che ci permette di farci prossimi alla vita resa ultima e risponde all’invito di Gesù “date loro VOI STESSI da mangiare”.

L’ingresso ai concerti è gratuito con biglietto. I biglietti disponibili con la prenotazione online sono esauriti. Il voucher dovrà essere convertito con il regolare biglietto di ingresso presso la biglietteria Anima Mundi al Museo delle Sinopie, il giorno del concerto dalle ore 10 alle ore 19.30. A partire dalle ore 19.30 di ogni giorno di concerto i biglietti non ritirati verranno rimessi in distribuzione per il concerto della serata solo presso la segreteria Anima Mundi.