L’Aoup interviene a distanza di qualche giorno sulla vicenda del ricovero in ospedale della familiare del signor Diego Petrucci per una doverosa precisazione sul suo iter assistenziale, essendo il caso riportato sulle cronache locali.
La paziente è arrivata in Pronto soccorso alle 17 del 2 febbraio a seguito di un trauma ed è stata subito sottoposta a triage, in base alla sintomatologia presentata; rivalutata dopo un’ora con modifica del codice di priorità, alle 18.18 è stata visitata e quindi instradata in un percorso articolato di esami strumentali proprio per scongiurare la presenza di eventuali lesioni in qualche settore anatomico. Al termine di questa lunga sequenza di esami è stata sottoposta alle visite specialistiche necessarie per il trauma riportato, che hanno escluso problematiche acute ma consigliavano osservazione clinico strumentale che solo in un setting assistenziale come l’osservazione breve intensiva di un Pronto soccorso si può ottenere, perché si è in grado di intervenire tempestivamente ed efficacemente in caso di repentini peggioramenti.

Inoltre le sono state somministrate tutte le necessarie terapie, compresa quella antidolorifica, con misurazione dei parametri vitali a intervalli di 8 ore. Al termine dell’ultimo esame strumentale di controllo, la signora è stata ricoverata nella Medicina d’urgenza nel pomeriggio del 3 febbraio (da cui è stata dimessa in ottime condizioni generali nel pomeriggio di ieri).

La sua lunga permanenza in Pronto soccorso era quindi motivata e appropriata e il suo percorso diagnostico-terapeutico è stato accurato, completo e puntuale. L’osservazione clinica è stata effettuata su letto “tecnico” (ossia adeguato agli standard ergonomici previsti), nelle migliori condizioni di comfort e privacy possibili e, dal punto di vista gestionale, paragonabili a quelli di un letto sub-intensivo. Forse l’unica carenza è stata quella di non poter disporre di un comodino ma è stato chiaramente privilegiato l’aspetto clinico-assistenziale a quello formale-alberghiero, come deve essere in un Pronto soccorso che è di riferimento per i pazienti critici e le patologie tempo-dipendenti per tutta l’area vasta nord-ovest.