Il Sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto durante il consiglio comunale sull’argomento presentato dai consiglieri di opposizione sulle indagini che hanno coinvolto alcuni dipendenti comunali:

«Ringrazio i consiglieri che hanno presentato questo argomento; ritengo giusto e doveroso che il maggior consesso cittadino ovvero il Consiglio Comunale ne parli, ne discuta approfonditamente e, attenendosi agli aspetti di propria competenza, valuti i fatti accaduti ed esprima proposte per rafforzare i sistemi di controllo, le misure anticorruzione, gli strumenti di monitoraggio. Credo che sia dovere di ogni singolo consigliere svolgere al meglio il proprio ruolo e contribuire a rafforzare l’idea che la casa di tutti i cittadini, il Municipio, sia un luogo trasparente e senza ombre, anche quando accadono dei fatti che coinvolgono alcuni dipendenti comunali. Fatti che non vorremmo mai si verificassero e che nemmeno può immaginare chi ha un’alta opinione dell’etica pubblica che dovrebbe contraddistinguere amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione, ma che purtroppo si possono verificare. E’ notizia di pochi giorni fa che la Guardia di Finanza abbia indagato tre dipendenti comunali di Pontedera per truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e abuso d’ufficio; nei giorni scorsi abbiamo letto di un’inchiesta condotta dalla Procura Antimafia di Firenze che ha coinvolto addirittura un assessore del Comune di San Miniato, tanto per rimanere in luoghi a noi vicini. Non mi sentirete mai, però, avventurarmi in giudizi spericolati o sillogismi improbabili per speculare politicamente su vicende personali.

Tutti i cittadini, in particolare chi riveste un ruolo pubblico, ha il dovere di riporre la massima fiducia nella Magistratura e agevolarla nel proprio lavoro per far piena luce sui fatti. Il resto sono chiacchiere inutili.

Ho sentito invece il dovere, sempre per garantire la massima trasparenza di comunicare tempestivamente per avvertire la cittadinanza di quello che stava accadendo appena siamo stati messi a conoscenza delle indagini. Ho provveduto a trasmettere l’atto notificato a Palazzo Gambacorti dalle autorità giudiziarie al Segretario Comunale come responsabile Anticorruzione dell’Ente per l’immediata adozione degli atti di competenza nei confronti dei dipendenti coinvolti: l’atto di contestazione degli addebiti per l’avvio dei procedimenti disciplinari, la sospensione dal servizio e altri provvedimenti amministrativi conseguenti.

Ho già dichiarato, e lo ribadisco, che chi lavora negli Enti Pubblici è tenuto a doveri particolari, maggiori rispetto alle altre categorie di lavoratori partendo da quelli minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta, espressi nel Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ai sensi del D.P.R. 62/2013, integrati e specificati nel Codice di comportamento del Comune di Pisa. Su questo fronte la nostra amministrazione ha dotato l’Ente di tutti gli strumenti necessari per garantire il corretto funzionamento degli uffici, approvando in Giunta nel gennaio 2019 il “Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza 2019-2021” e le “Misure Anticorruzione 2019-2021” contenenti le aree di rischio e le misure preventive. Ma abbiamo fatto anche di più, deliberando sempre in Giunta, per la prima volta al Comune di Pisa, un disciplinare sulla rotazione ordinaria e straordinaria del personale, che costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione della corruzione ed insieme un criterio organizzativo che può accrescere le conoscenze e la preparazione professionale del lavoratore».

Le indagini in corso, sulle quali vige il segreto istruttorio a cui tutti ci dobbiamo attenere, sono l’occasione per incrementare verifiche e controlli, nell’ambito di un fisiologico processo di revisione del rischio, con lo spirito di garantire la massima trasparenza dell’operato degli uffici ed il pieno rispetto della legalità.

I dirigenti hanno disposto il controllo puntuale delle pratiche degli uffici coinvolti, non solo riguardanti gli ultimi 18 mesi ma anche nel periodo precedente.»