Nel 2019, dopo oltre venti anni di crescita ininterrotta, la dinamica imprenditoriale della provincia di Pisa segna una battuta d’arresto: Si tratta di un -0,1%, pari in valore assoluto ad un saldo di -54 aziende. Si tratta di un risultato che, sebbene contenuto, rappresenta una novità per il territorio provinciale. Nel confronto con altri territori, Pisa mette a segno variazioni peggiori non solo rispetto alla Toscana (che comunque cresce di un misero +0,1%) ma anche all’Italia (+0,4%, grazie alla spinta proveniente dalle regioni meridionali).

Il punto di vista di Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa

“Se da un lato la dinamica imprenditoriale rappresenta un’ulteriore conferma della stagnazione della nostra economia, dall’altro è altrettanto innegabile come la struttura produttiva del nostro territorio stia progressivamente cambiando volto. Al ridimensionamento del commercio al dettaglio e del manifatturiero si contrappone infatti una crescita delle aziende legate al turismo, al benessere e alle professioni. A fronte di questa situazione, la Camera di Commercio di Pisa continuerà ad impegnarsi, anche nel 2020, con oltre un milione di euro per promuovere il prodotto turistico “Terre di Pisa”, favorire la necessaria digitalizzazione del sistema imprenditoriale e l’implementazione di sistemi di sicurezza e di controllo di qualità. Consapevoli dell’importanza delle esportazioni, non mancheranno le risorse per sostenere le aziende che vogliono affacciarsi sui mercati internazionali.”

La flessione nel numero di imprese registrate in provincia di Pisa è frutto della contrazione della nascita di nuove imprese (2.538 nel 2019, solo una in più rispetto al 2018, erano oltre 3mila sei anni fa) cui si associa un forte aumento delle chiusure (che toccano quota 2.592: il valore più elevato degli ultimi sei anni, +4,1% rispetto al 2018) che porta il saldo iscritte-cessate a -54.

A fine 2019 il numero di aziende iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Pisa arriva a 43.750 (per toccare quota 53.697 prendendo in considerazione anche le unità locali), confermando in ogni caso il secondo posto a livello regionale della provincia rispetto alle altre province toscane tanto sul fronte delle imprese che delle unità locali. Lo stock delle imprese registrate tiene conto delle cancellazioni d’ufficio (vedi nota precedente). In considerazione di ciò, il suo ammontare può diminuire anche in presenza di un saldo attivo tra iscrizioni e cessazioni, essendo queste ultime calcolate al netto di quelle disposte amministrativamente dalle Camere. L’unità locale è il luogo fisico nel quale un’unità giuridico-economica (l’impresa) esercita una o più attività economiche. L’unità locale corrisponde ad un’unità giuridico-economica o ad una sua parte, situata in una località topograficamente identificata da un indirizzo e da un numero civico. In tale località, o a partire da tale località, si esercitano delle attività economiche per le quali una o più persone lavorano (eventualmente a tempo parziale) per conto della stessa unità giuridico-economica. Costituiscono esempi di unità locale le seguenti tipologie: agenzia, albergo, ambulatorio, bar, cava, deposito, domicilio, garage, laboratorio, magazzino, miniera, negozio, officina, ospedale, ristorante, scuola, stabilimento, studio professionale, ufficio, ecc.