L’assessore all’urbanistica del Comune di Pisa Massimo Dringoli interviene sulla polemica scaturita nei giorni scorsi dalla presa di posizione di Confesercenti, in cui si manifestava stupore e contrarietà alla decisione delle amministrazioni comunali di Pisa e Cascina di aver confermato il termine del 1° aprile per la presentazione di contributi e segnalazioni ai contenuti del Piano Strutturale Intercomunale. Una posizione che è stata condivisa e rilanciata a mezzo stampa dai gruppi di opposizione del Consiglio Comunale di Pisa.

«Il 17 marzo – spiega Dringoli – la Direzione Urbanistica del Comune di Pisa ha inviato a 30 enti territoriali una comunicazione con cui venivano invitati a inviare eventuali contributi alla documentazione integrativa al Documento di Avvio del Procedimento del PSI ed al Documento Preliminare di Documentazione Ambientale Strategica, richieste dalla Regione Toscana entro il termine di 15 giorni. Nessuno dei destinatari, eccetto la Confesercenti, ha protestato per questa comunicazione, mostrando così di aver compreso che la richiesta di contributi si riferiva esclusivamente alla documentazione integrativa, ed in particolare alla revisione del Documento Preliminare di VAS. Resta invece ben chiaro che i contributi e le segnalazioni in merito ai contenuti del Piano Strutturale Intercomunale possono essere trasmessi in ogni momento, indipendentemente dal termine comunicato».

 

«Non sorprende certamente, anche in considerazione della complessità della normativa vigente – prosegue e conclude l’assessore all’urbanistica – che in un’associazione non costituita da addetti ai lavori come Confesercenti, possa essere stato ingenerato in buona fede un equivoco sull’interpretazione della comunicazione inviata dalla Direzione Urbanistica. Equivoco che è stato chiarito, inviando all’associazione le spiegazioni necessarie. Sorprendono, invece, ed amareggiano, le considerazioni espresse dai gruppi consiliari di minoranza, di cui pure fanno parte consiglieri certamente in grado di comprendere il senso della comunicazione, se solo avessero ritenuto opportuno leggerne il testo, anziché affidarsi soltanto alla protesta di Confesercenti. Amareggiano, in quanto traspare evidente la loro volontà di considerare l’episodio come occasione per attivare una polemica pretestuosa, proprio da parte di chi pretende di avere “grande senso di responsabilità” nel periodo di emergenza che stiamo vivendo».