Oggi vogliamo ricordare  l’iniziativa nel comune di Cascina della associazione di promozione sociale  La Rosa Amara, da sempre impegnata nelle attività sociali di sostegno agli anziani.  Queste le parole della Presidente Elena Meucci: “Le conversazioni tenute telefonicamente    e quelle avute di persona durante le consegne di    spesa e/o di farmaci ci hanno confermato ciò che già temevamo e cioè quanto questo lunghissimo periodo di reclusione stia andando a ledere la stabilità emotiva, già molto fragile, degli anziani soli. Accogliendo le loro lacrime, i loro timori e i loro bisogni abbiamo cercato   delle soluzioni possibili per rendere questo periodo, che purtroppo é già stato fin qui molto lungo, un po’ meno difficile“.

E’ da questa sensibilità che è nato il progetto. “Come possiamo non ascoltare l’appello accorato della Presidente? Ha ragione. Il nostro esserci significa dover aiutare chi vuole aiutare”. Questa la risposta dell’amministrazione con l’assessore Settesoldi che racconta: “Mi sono messa a mettere in ordine tutte le possibilità normative disseminate qua e là nella legislazione vigente, cogliere gli spunti e le possibilità offerte anche dalla Regione”.

Del resto l’amministrazione Comunale si era già posta al fianco della progettazione della Rosa Amara con delibera di Giunta 125.2019, ora si trattava solo di ripensare il progetto e porlo al servizio di questa pervicace e meritevole volontà di alleviare la durezza dell’isolamento delle persone anziane. La Presidente Elena Meucci ci descrive così in cosa consiste il progetto: Gli operatori da lunedì 20 aprile inizieranno a recarsi dagli anziani già conosciuti, ma accetteranno anche eventuali segnalazioni, coordinando iniziative ricreative e laddove necessario, di supporto psicologico al fine di limitare i danni che questa forzata reclusione sta creando nell’equilibrio fragile di molte persone sole che trovavano nelle attività dei centri sociali un forte supporto. L’associazione cercherà di sostenere gli anziani nel comprendere adeguatamente l’attuale situazione sociosanitaria ridimensionando eventuali stati di parura e di ansia, proporrà attività ricreative individuali (giochi in scatola, carte, orto laddove possibile, attività artistiche…) , li sosterrà in eventuali bisogni pratici (compilazione moduli, pagamenti, spese), organizzerà comunicazioni di gruppo attraverso l’uso di pc. I counselor e gli psicologi presenti nel team si occuperanno, ove necessario, di offrire sostegno emotivo e psicologico.”

Il progetto è iniziato dal 20 aprile e contemporaneamente sempre la nostra vulcanica Elena Meucci ci informa con la sua viva voce: “è bellissimo ed entusiasmante”. La Presidente della Rosa Amara ha anche posto all’attenzione del Comune un ulteriore sviluppo e rimodulazione del progetto considerando anche il versante dell’autismo.

A tal fine, con la solita metodologia, si è preso atto della circolare dell’assessore regionale Saccardi sulla possibilità di uscita delle persone con disagi psichici e che al contempo è consentito portare avanti la coltivazione degli orti privati, si sono unite tali considerazioni alla finalità sociale di sostegno e si è pervenuti a pensare alla coltivazione dell’orto come una forma di uscita e di assistenza personalizzata mirata a questa particolare situazione. La Rosa Amara ha a disposizione due ettari del terreno, estensione che consente un distanziamento corretto delle persone in numero di due unità (assistente e assistito) per ettaro, numeri che potrebbero anche essere aumentati e rivalutati con la stessa modularità e progressività della legislazione nazionale; Il Comune di Cascina è vicino a chi vuole fare del bene in modo autentico e quindi non può che incoraggiare queste forme di servizio e considerare questi progetti di elevata valenza sociale e di particolare interesse, e così ha espresso il proprio parere favorevole alla loro continuazione sotto questa nuova forma.