Le dimissioni di Cerri lasciano l’amaro in bocca, prima di tutto per le ragioni che le hanno determinate – afferma il consigliere regionale Andrea Pieroni -. Fabrizio Cerri, persona di alta capacità politica con una storia di militanza e di amministratore locale indiscussa, si era messo a disposizione per prendere per mano il Partito ormai svuotato di contenuti dal precedente segretario, Sonetti, che è poi fuggito in Italia Viva. Cerri stava ricostituendo quel senso di comunità che la leadership renziana ha devastato.

Aveva iniziato con buoni risultati – prosegue il rappresentante pisano – a rigenerare il Pd provinciale e, per quanto possibile durante il lockdown, Cerri ha continuato a curare i rapporti con circoli, iscritti, amministratori ed eletti. Su Cascina era riuscito a creare un percorso politico per riconquistare il Comune perso nel 2016, obiettivo che richiede l’allargamento del campo del centrosinistra.

A settembre voteremo anche per le Regionali e dovremo sostenere Giani e il centrosinistra per dare una nuova stagione di rilancio alla Toscana ed essere uniti contro il rischio di una destra a trazione leghista, reduce dai disastri della gestione pandemica in Lombardia e protagonista del malgoverno in molte Regioni d’Italia.

La provincia di Pisa dovrà essere unita per confermare il ruolo trainante per lo sviluppo economico della Toscana costiera. Saranno prioritari gli investimenti per la crescita dell’aeroporto Galilei e la progettazione di una linea ferroviaria veloce che abbatta radicalmente i tempi di percorrenza tra Pisa e Firenze. Oggi Pisa è praticamente tagliata fuori dall’alta velocità che passa al centro della penisola. Il territorio provinciale pisano rappresenta il maggiore punto di forza per trainare la costa dal deficit infrastrutturale rispetto all’area centrale della Toscana – ha concluso Pieroni -.