Sono già a disposizione di Comuni e Società della salute i 30 milioni di
euro stanziati dalla Regione per dare una risposta al crescente disagio
sociale determinato dall’emergenza Covid. E’ stato infatti firmato in
Regione il decreto con cui le somme stanziate vengono attribuite.

Sulla base delle domande pervenute alla Regione da parte di Società della
salute e Zone Distretto la fetta più cospicua dei 30 milioni sarà
utilizzata per contribuire alle spese d’affitto (13,8 milioni, pari al
46%), mentre 6,5 milioni (21,5%) saranno utilizzati per gli aiuti
alimentari, 9,7 (32,5) per il sostegno domiciliare. Queste risorse,
provenienti dalla riprogrammazione del Fondo sociale europeo, potranno
quindi ora essere destinate alle fasce più povere e fragili economicamente
della popolazione.

“Con queste risorse – commenta l’assessora regionale alle politiche
sociali Serena Spinelli – si va ad intervenire sui bisogni primari di
persone che si trovano in situazioni di difficoltà e fragilità economica.
Dalle domande che abbiamo ricevuto emerge chiaramente come la questione
abitativa sia al centro delle necessità, certo anche in virtù dei
contributi stanziati dal Governo per gli aiuti alimentari. E questo è
certamente un dato su cui riflettere”.

Serena Spinelli ha poi spiegato il significato di questa misura da 30
milioni: “Le categorie socialmente più deboli sono quelle su cui la
pandemia ha infierito di più; per questo era necessario un intervento
significativo e rapido. 30 milioni non coprono la voragine di bisogni che
si è creata, ma potranno dare un po’ di sollievo a tante famiglie in
difficoltà. Gli scenari post Covid e i dati sulla povertà, che
approfondiremo il 22 gennaio con la Presentazione del Rapporto 2020 sulle
Povertà in Toscana e del Dossier Caritas, ci mostrano un’amplificazione
dei disagi già esistenti e anche un forte ampliamento della platea di
persone in difficoltà”.

La forte recessione prodotta dalla pandemia ha aumentato le difficoltà
economiche per tantissime famiglie, ha allargato la fascia della povertà,
e aumentato gli squilibri tra ricchi e poveri. Per questo la Regione ha
cercato di intervenire sui bisogni primari: gli alimenti, la casa,
l’assistenza domiciliare con un intervento da 30 milioni di euro. L’iter è
stato rapidissimo: dal momento della pubblicazione dell’avviso (il 19
dicembre scorso), gli enti interessati hanno avuto a disposizione dieci
giorni per presentare domanda. E in tempi altrettanto rapidi è arrivata
l’approvazione delle domande e la ripartizione dei fondi che permetterà a
Comuni e società della salute di erogarli ai cittadini più bisognosi.

L’intervento riguarda tutti e 270 i comuni toscani con una distribuzione
delle risorse basata su un criterio demografico e sulle condizioni di
disagio economico o abitativo presenti nell’area. Su queste basi 11,8
milioni sono andati all’area vasta Toscana centro, 11,7 alla Toscana nord
ovest, 6,5 alla Toscana sud est.

“Abbiamo predisposto uno strumento flessibile – conclude Serena Spinelli.
perché fosse adatto alle diverse esigenze dei territori e ci siamo
impegnati a fare presto nell’iter per l’erogazione dei fondi. In tal senso
ringrazio anche i Comuni e le Società della salute per il lavoro svolto
per la presentazione delle richieste, che adesso potranno tradursi in aiuti
concreti. Si tratta appunto di interventi orientati anche a valorizzare le
reti dei servizi territoriali, un aspetto fondamentale affinché le misure
abbiano la massima efficacia e rappresentino anche un investimento in
prospettiva futura. Dalle richieste dei territori, infatti, emergono
bisogni trasversali e diversificati”.