Nel mese di dicembre l’azienda in difficoltà aveva avviato una trattativa di cessione con un soggetto interessato, una importante società a maggioranza pubblica con migliaia di dipendenti, e nei giorni scorsi è arrivata la notizia della firma del contratto di compravendita, vincolato però a condizioni sospensive, tra le quali la riduzione del personale nella misura di 27 dipendenti su 209, di cui 8 nella sede di Pisa. 

Questa operazione si configura come un vero e proprio ricatto sulla pelle dei dipendenti. Non solo IDS ha concluso la vendita senza che l’acquirente presentasse un piano industriale né fornisse qualche garanzia sul futuro, ma si avvia a ridurre il personale aggirando la normativa sul blocco dei licenziamenti a fronte dell’emergenza pandemica, grazie ad un accordo firmato da Fim-Cisl e Uilm-Uil, sindacati nemmeno tanto rappresentativi nel gruppo IDS. 

Tanto più che Fim e Uilm hanno deciso di scaricare ogni responsabilità sulle lavoratrici e i lavoratori, organizzando un referendum illegittimo in cui li chiamerebbero a scegliere tra il proprio posto di lavoro – nemmeno tanto sicuro, data l’assenza di garanzie da parte del soggetto acquirente – e il licenziamento di 27 colleghi. 

Giustamente le RSU di Pisa, Napoli, Grottaglie e Catanzaro invitano al boicottaggio della consultazione su questo accordo illegittimo, in quanto chiama le lavoratrici e i lavoratori ad esprimersi su diritti indisponibili costituzionalmente garantiti. 

Sosteniamo la giusta battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori IDS nella difesa del posto di lavoro e dei diritti e della dignità di ciascuno. Esprimendo piena solidarietà, ci mettiamo a disposizione loro e della Fiom che li sta sostenendo in questa battaglia.
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile