Dire che Toscana Aeroporti, nella sua parte maggioritaria rappresentata dagli azionisti privati, si sia finalmente tolta la maschera con la decisione di andare a ridisegnare i rapporti di forza all’interno dell’assemblea degli azionisti significherebbe dire poco, tanta è l’arroganza dimostrata nelle relazioni interne alla Spa tra la parte privata e quella pubblica.

Inutile ricordare la decisione dell’AD Nardi di chiudere i rapporti con il Comune di Pisa, in quota azionaria per il 4,48%, solo perché si era permesso in seduta consiliare di mettere in discussione l’ipotesi della pista da 2.400 metri nello scalo fiorentino.

La modifica dei regolamenti interni al sistema di voto per l’elezione del prossimo consiglio di amministrazione è un ulteriore passo verso l’estromissione de facto di ciò che resta dell’azionariato pubblico in TA.

Che ciò succeda in questa fase di scontro sul tema della vendita di TAH non è un caso. All’interno di una fase di trattativa senza apparenti sbocchi positivi per i lavoratori, contro i quali si innalza un muro di gomma, i veri padroni del sistema aeroportuale toscano indicano chiaramente la propria tabella di marcia, orientata a sviluppare il massimo della loro potenza per estrarre, senza alcun impedimento, il massimo profitto sulla pelle dei lavoratori e dei contribuenti.

Come sappiamo, Toscana Aeroporti beneficia di una montagna di sostegni pubblici: una quota dei 500 milioni del piano nazionale aeroporti, 85 milioni con prestito garantito Sace e 10 milioni a fondo perduto dalla Regione. Ma soprattutto beneficia della copertura e del sostegno dell’Unione Europea, che ha fatto da battistrada per l’ingresso stesso dei privati negli scali, ed oggi impone all’ossequiente governo Draghi le linee guida dell’ulteriore processo di ristrutturazione in atto, all’interno del quale lo Stato deve avere solo un ruolo “ancillare”, di sostegno unilaterale alle multinazionali come Corporacion America Italia SpA. La stessa cosa sta accadendo nella vertenza per la definitiva privatizzazione di Alitalia.

Per i lavoratori? Solo le briciole degli ammortizzatori sociali, per i quali l’azienda si è dichiarata disponibile ad anticipare il versamento della CIG, per ovviare alle lungaggini dell’INPS. Facile operazione, per chi riceve ogni anno milioni di euro direttamente dalle tasche dei contribuenti, cioè dei lavoratori stessi!

Alla luce di questo scenario emergono con ancora più chiarezza le gravissime responsabilità delle amministrazioni locali, che in questi anni ha spalancato le porte a questi speculatori senza scrupoli, che ora spadroneggiano sostenuti dai poteri forti europei. I piagnistei ipocriti di questi giorni da parte di esponenti del PD, di LeU e di tutti i partiti di destra e “sinistra” che si sono alternati alla guida del paese in questi anni, sono finalizzati esclusivamente a preparare il terreno all’ennesima, amara pillola per le vittime predestinate: i dipendenti di TA e di TAH!

Di fronte a questo scempio, l’unica arma in mano ai lavoratori è il conflitto, al fine di determinare nuovi rapporti di forza nella trattativa in corso, attraverso gli strumenti che i lavoratori stessi hanno in mano: scioperi, blocco del trasporto aereo, occupazione degli scali, costruzione di alleanze con altri settori del mondo del lavoro e con la cittadinanza.

Ai prossimi tavoli di trattativa occorre arrivare con un progetto che ribalti l’attuale logica gestionale degli scali, dicendo un  secco no ai diktat della UE, chiedendo l’estromissione del privato in base all’art. 42 della Costituzione (gli indennizzi sono già stati abbondantemente versati con i contributi a pioggia di questi anni), la ripubblicizzazione di tutto il sistema aeroportuale, la pianificazione di un sistema di trasporti che garantisca il mantenimento di tutti i posti di lavoro, mettendo al centro l’eco-compatibilità degli strumenti utilizzati, attraverso una forte interazione tra trasporto aereo e ferroviario.

L’alternativa a questo possibile piano di lotta e rivendicazioni rischia di essere la gestione dell’ennesimo processo di ristrutturazione, già visto in oltre 30 anni di arretramenti concertati tra padroni, forze politiche e sindacati complici: l’ingresso in TA di altri speculatori che spacchetteranno TAH, imponendo condizioni contrattuali e di mansione ancora peggiori delle attuali, in attesa della fine dei 24 mesi che ci separano dalla fine delle coperture previdenziali post covid. A quel punto tutto sarà possibile per i padroni! 

Potere al Popolo! è al fianco dei lavoratori aeroportuali, delle ditte in appalto e dell’indotto.