Non esistono “pesticidi buoni”: è quello che emerge da un recente studio dell’Università di Torino, che ha dimostrato scientificamente che per dichiarare sicuro un insetticida prima bisogna valutarne gli effetti a lungo termine sugli impollinatori. Proprio in merito agli effetti del pesticida Flupyradifurone sulle popolazioni di api presenti in Toscana, la Presidente del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta, alla luce di queste nuove conoscenze, come intenda intervenire per tutelare la filiera del miele in Toscana.

Una delle principali cause della riduzione della salute delle api – ricorda la pentastellata – è l’aumento dell’uso di pesticidi, fattore che va a colpire anche la biodiversità degli insetti, causandone la drastica riduzione e minaccia i processi di impollinazione negli ecosistemi naturali e agricoli, in primis la filiera del miele.”

La ricerca italiana pubblicata su Communications Biology, chiarisce come gli effetti del Flupyradifurone, un fitofarmaco ritenuto sicuro in alcuni stati, sia in realtà nocivo per le api. L’esperimento internazionale eseguito su più sottospecie di impollinatori e in diverse nazioni, dimostra come già nel breve termine il pesticida induca comportamenti anomali nelle api, compromettendone la salute.”

Per queste ragioni – scrive Galletti – interrogheremo la Giunta regionale e l’Assessora alla politiche agricole Stefania Saccardi, per sapere in che modo la Regione Toscana intenda monitorare l’utilizzo sul proprio territorio del pesticida Flupyradifurone, controllando anche lo stato di salute nel tempo delle api che insistono sui terreni e sulle colture sulle quali tale sostanza viene utilizzata.“

Allo stesso tempo – chiarisce la Capogruppo M5S e conclude – chiediamo, nell’ambito delle proprie competenze e con attenzione al principio di precauzione, come la Giunta intenda agire, anche in Conferenza Stato-Regioni, per predisporre una proposta di modifica normativa, da presentare anche a livello comunitario, per impedire che le api possano essere danneggiate dalla nuova sostanza”.