Toscana Aeroporti ha annunciato la valutazione positiva dell’offerta fatta da Consulta srl e una cordata di imprenditori romani per l’acquisto di Toscana Aeroporti Handling.

Si tratta di una scelta gravissima. Siamo di fronte ad una vera e propria svendita di 450 lavoratori che Toscana Aeroporti fa solo in nome del proprio profitto. Una scelta ancora più intollerabile per due ragioni: la prima è la fase di crisi pesantissima che il settore aeroportuale attraversa a causa della pandemia; la seconda è che siamo davanti ad una operazione che non ha nulla di trasparente ed è priva di qualsiasi garanzia per i lavoratori e lavoratrici. Infatti la stessa Toscana Aeroporti nel dare il via libera alla vendita specifica he “l’acquisto potrà essere formalizzato solo dopo che Consulta cederà parte delle proprie attività degli scali di Pisa e Firenze e che la proprietà non sia riconducibile a Consulta stessa”.

Ecco la modalità con cui si prova ad evitare la normativa nazionale che vieta esplicitamente le posizioni di monopolio all’interno degli handling aeroportuali, come avevamo fatto emergere chiedendo un parere all’Enac: creando un bel sistema di scatole cinesi alla luce del sole

Siamo oltre ogni spudoratezza, mentre Governo, Regione ed autorità preposte stanno a guardare. Siamo di fronte ad una vertenza che ha una valenza locale e nazionale per gli effetti negativi che produrrà sul piano occupazionale e salariale, senza alcuna certezza per tutti i lavoratori e le lavoratrici a partire da quegli degli appalti. I soci pubblici di Toscana Aeroporti non possono stare fermi ma devono prendere una iniziativa forte contro questa decisione delle società e la Regione, tanto più alla luce di questo quadro, deve continuare a non trasferire un euro a Toscana Aeroporti.

Per queste ragioni abbiamo aderito e sostenuto lo sciopero di 24 ore dei lavoratori e delle lavoratrici di martedì 6 luglio, perché la loro battaglia è una battaglia di tutte e tutti noi, per il mondo del lavoro e la difesa dei diritti contro l’arroganza di multinazionali sempre più spregiudicate

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile