In data 22 settembre u.s. come Associazione Bene Comune  abbiamo depositato presso la Guardia di Finanza un secondo esposto-denuncia in merito alla vicenda dell’approvazione del progetto Pinqua da parte del Comune di Cascina.

Il primo esposto-denuncia era stato consegnato in data 14 Luglio 2021 riguardante tutte le forzature, le illegittimità, le presunte violazioni di legge e dei regolamenti contenute nel processo di approvazione del progetto Pinqua.

Con il secondo esposto-denuncia abbiamo portato all’attenzione della Procura della Repubblica di Pisa, il perdurare di una pratica di negazione della trasparenza e una volontà di negare l’accesso ad atti pubblici.

Eppure il Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97  all’ Art 4, 1° comma  sancisce che “Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso  civico,  ivi  compresi   quelli   oggetto   e   di pubblicazione  obbligatoria,  ai  sensi   della   normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di  conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e  riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7.”. 

Ebbene questo obbligo di legge non viene rispettato.

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Il Comune di Cascina si trincera dietro questioni capziose e nega l’accesso agli atti.

Nel consiglio comunale del 20 settembre u.s. di fronte ad una mozione che chiedeva l’istituzione di una commissione temporanea speciale prevista dal regolamento del consiglio comunale per valutare ed analizzare tutte le fasi che hanno portato all’affidamento di un incarico ad una società privata per la predisposizione del progetto Pinqua; la maggioranza ad eccezione del consigliere socialista Poli, ha negato la possibilità di verifica e controllo garantite e sancite in ogni Istituzione democratica, paragonando tale richiesta all’istituzione di un tribunale speciale.

Ai democratici cascinesi e alla sinistra dei Nasi Rossi di Cristiano Masi ricordiamo che l’ultimo tribunale speciale in Italia è stato istituito sotto il regime fascista, con l’arroganza dei numeri.

Siamo di fronte ad una volontà tesa ad impedire il legittimo diritto al controllo da parte dei cittadini.

L’Associazione Bene Comune, continuerà a lottare con ogni mezzo sancito dalla Costituzione Italiana per il rispetto delle leggi sulla trasparenza degli atti amministrativi e per difendere il diritto di critica.
L’Associazione Bene Co