Intervento del sindaco di Pisa, Michele Conti, in occasione della Giornata della protezione civile che si è svolta questa mattina al Giardino Scotto.

Ci ritroviamo a celebrare in forma del tutto inedita la Giornata della Protezione Civile. Ogni anno era l’occasione per fare un bilancio sulle attività svolte e sulle collaborazioni attivate tra enti, associazioni e mondo del volontariato in casi di emergenze specifiche e circoscritte o di attività di prevenzione. Poi, è successo qualcosa che ha stravolto tutto. Mandato all’aria anche la più temibile previsione di emergenza immaginabile e ha fatto precipitare l’umanità in un tempo dell’emergenza che nessuno aveva sperimentato prima. La pandemia si è impadronita delle nostre vite. La nostra città era ed è attrezzata per le emergenze. Abbiamo un efficace e collaudato Sistema di Protezione Civile che viene attivato e gestito in base agli scenari d’emergenza. Ricordo, ad esempio, il grande lavoro svolto da tutti nel novembre 2019 in occasione del pericolo di esondazione dell’Arno. Ma quello che è accaduto dopo dal marzo 2020 non poteva certo essere previsto”

La pandemia ha strappato agli affetti molti nostri cari. A Pisa ci sono stati 6.227 contagiati totali, di questi 22 attualmente sono ricoverati nel nostro ospedale e 269 sono morti a causa del Covid-19.Ricordo la mattina del 12 febbraio 2020 quando ospitammo in Consiglio Comunale il professor Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, a parlare della malattia e dei possibili pericoli per l’uomo. Ancora non c’era stato nessuno caso in Europa né tantomeno in Italia e la malattia era circoscritta alla Cina. Dopo quei primi giorni, come sappiamo, le cose precipitarono rapidamente e finirono per travolgere le nostre vite, costringendo ognuno di noi a rivedere anche le priorità della vita. Ho già avuto modo di ricordare, in Consiglio Comunale, la drammaticità di quei primi giorni e delle settimane successive. L’obbligo di rimanere in casa, scuole e luoghi di lavoro chiusi, la città deserta in ogni strada o piazza, compresa la nostra bellissima piazza dei Miracoli”

Il 24 febbraio 2020 si riunì in Prefettura il primo incontro del tavolo permanente; a Pisa non c’era ancora nessun caso. Poi, due giorni dopo, il 26 febbraio, firmai la prima quarantena obbligatoria, era mercoledì. Il successivo 7 marzo furono registrati i primi due casi di nostri cittadini positivi al Covid-19. Già in quei giorni lavorammo sulle prime emergenze che si presentavano: il rafforzamento delle misure igieniche sui servizi comunali di trasporto e refezione scolastica; la produzione di gel igienizzante per le mani da parte della nostra società Farmacie Comunali; la sanificazione della città. Contemporaneamente iniziò l’attività il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) che da allora si è riunito ogni giorno in videoconferenza. E che per tutto il periodo dell’emergenza ha tenuto 120 riunioni operative. Poi, arrivò il lockdown su tutto il territorio nazionale.

“Da quel momento, sono state fatte 1.338 consegne per generi di prima necessità e farmaci urgenti alle persone in quarantena o positive che non avevano altre possibilità di organizzarsi. Un’attività svolta congiuntamente con il sistema della Protezione civile, Croce Rossa, Misericordia e Pubblica Assistenza e Società della Salute. Mentre con le associazioni di categoria, Confcommercio Pisa, Confesercenti Toscana Nord e Cna di Pisa, predisponemmo il servizio di “Spesa a casa tua” per la consegna a domicilio della spesa per i soggetti in condizione di fragilità, anziani e immunodepressi. Attivammo, tra i primi, la distribuzione di Buoni spesa straordinari per le persone e famiglie in maggiori difficoltà. Attività che è andata avanti per tutto il 2020 anche grazie al contributo di privati cittadini e di aziende che dettero specifici contributi“.

Si trattò, poi, di organizzare la distribuzione di vestiario per coloro che uscivano dalle terapie intensive e camici monouso per il personale medico e infermieristico. E, non senza difficoltà, ci occupammo di consegnare mascherine alla popolazione, a domicilio e presso punti di raccolta in città. Ricordo che all’epoca non se ne trovavano sul mercato nazionale né internazionale. Voglio ringraziare qui il gruppo Forti Holding, che per primo riuscì ad acquistare e donare le prime mascherine. La famiglia Busti e Ikea Italia per la donazione delle buste. Quella che ho voluto qui brevemente tratteggiare è stata solo l’attività delle prime settimane di emergenza. Un lavoro duro che per oltre un anno ha visto la collaborazione di tutte le istituzioni cittadine, nessuna esclusa, coordinate dalla Protezione Civile nell’organizzare le attività le più diverse, supporto per i tamponi alla Stazione, supporto per l’hub vaccinale, puntuale informazione alla popolazione su tutte le fasi emergenziali. E tante altre ancora“.

Tutto questo è stato possibile grazie al contributo di tanti e di tante associazioni del volontariato come delle istituzioni, nessuna esclusa, che hanno saputo lavorare insieme per oltre un anno nel rispondere ai bisogni di una comunità che per la prima volta viveva e soffriva per qualcosa di nuovo e sconosciuto. Senza citare tutti e tutte – lo faremo nel corso della consegna dei riconoscimenti – voglio qui ringraziare in particolare gli operatori della sanità per il contributo fondamentale che hanno dato e stanno dando a tutela della nostra salute: medici, personale infermieristico, operatori e assistenti sanitari, tecnici di laboratorio, medici di medicina generale, pediatri. Un elenco troppo lungo da citare per esteso ma che include un sistema di grandi professionalità“.

Così come permettetemi qui di ringraziare i volontari delle associazioni che, anche a rischio della propria salute, si sono adoperati e messi a disposizione. Non era scontato e non è stato banale per loro né per le loro famiglie. Ha prevalso in ognuno il senso civico, quel dovere morale di aiutare gli altri che appartiene alla nostra cultura e alla nostra antica tradizione civica di comunità. Non sappiamo purtroppo quello che ci attende per il futuro. L’autunno alle porte porta con sé i rischi di nuove chiusure e quarantene, come accadde lo scorso anno. Ma adesso ci sono i vaccini. Circa il 76% della popolazione nazionale ha ricevuto la doppia dose, e anche a Pisa sono tanti i pisani vaccinati, la percentuale aggiornata ci dice che il 75,4% dei pisani è vaccinato”.

L’emergenza entra in un’altra fase, quella della sua gestione ordinaria. Oggi sappiamo cosa abbiamo di fronte e come intervenire. Sono sicuro che tutti insieme continueremo ad affrontare insieme le nuove difficoltà qualora si mostrassero con lo stesso spirito di servizio, collaborazione e di generosità».