La vicenda della “finita locazione” inviata al circolo agorà dalla proprietaria del fondo di Via Bovio non ci è giunta, purtroppo, in modo inatteso. 

È ormai alle spalle il periodo della solidarietà governativa, vera o presunta, e dell’”andrà tutto bene” dei primi tempi di pandemia. I governi nazionali e locali in realtà non hanno mai smesso di mostrare il loro vero volto a favore dei “ricchi” ed anche la richiesta della proprietà di sgombero dei locali in cui da oltre venti anni opera il Circolo Agorà è perfettamente in linea con chi persegue lo sfruttamento e l’arricchimento derivato da rendite finanziarie e immobiliari. 

Eppure questo storico Circolo è stato per anni una delle poche voci che ha resistito al processo di desertificazione dell’associazionismo di base e indipendente avvenuto nei nostri territori, con tagli ai finanziamenti pubblici, riduzione delle funzioni istituzionali in materia socioculturale, sino a veri e propri sgomberi forzati di tante esperienze preziose, ultima delle quali la Limonaia.

In questo contesto, Agorà ha esercitato una funzione sociale e culturale divenuta un punto di riferimento preciso e costante per tutta la cittadinanza. 

Per noi di Potere al Popolo! è stato quindi naturale chiedere ed ottenere da questa associazione ospitalità, stabilendo la nostra sede territoriale in quel contesto grazie a sinergie politiche e sindacali che hanno permesso di creare momenti di assistenza reale a lavoratori, precari, sfrattati e bisognosi di casa, disoccupati, migranti ed alle famiglie che hanno visto crescere le difficoltà in questi periodi di crisi pandemica. Forme concrete di continuità con la migliore storia delle Case del Popolo.

Per questo non solo porgiamo la nostra piena solidarietà ai dirigenti del Circolo ed a tutti i coloro che vi operano, che rischiano di perdere il posto di lavoro, ma ci schieriamo al loro fianco in questa battaglia per la sua permanenza negli storici locali, rilanciando così la battaglia più generale in difesa delle associazioni culturali indipendenti presenti in città, che si vorrebbero far tacere in nome del profitto e della speculazione. 

Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali pisane di farsi carico di questo problema, ed in primo luogo al Sindaco di Pisa ed alle Istituzioni locali e regionali di farsi garanti di fronte alle assurde richieste della proprietà. In alternativa chiediamo che venga concesso al circolo agorà uno spazio idoneo, da individuare tra le decine di fondi pubblici abbandonati da anni e in progressivo degrado diffusi in tutta la città.

Agorà è un patrimonio socioculturale da difendere e rilanciare.