Domani alle ore 17.30 si celebra l’acquisizione dell’opera di Paolo Icaro, Polarità, che entrerà nella collezione permanente della Pinacoteca di Volterra, a seguito della vittoria da parte del Comune della IX edizione dell’Italian Council del Ministero della Cultura.Collocata nel chiostro del palazzo della Pinacoteca di Volterra, Polarità è un’opera site-specificconcepita dall’artista strettamente in connessione con la città, la collezione del museo – che custodisce, tra le altre, le più importanti opere del Signorelli e di Rosso Fiorentino –, e la sua architettura, e con lo spazio osmotico del chiostro, al quale si arriva dalla città e dal paesaggio.Con un intervento minimalista, rispettoso dello spazio storico in cui si inserisce, la linea diagonale di Polarità (un sottile “asse” di acciaio di circa 6 m) spezza l’ortogonalità del chiostro, vero e proprio “hub” dove l’opera rafforza l’ambivalenza “terra/cielo” o “città/paesaggio”, come anche possibile e colta rilettura del “gioco” compositivo di alcuni capolavori conservati nel museo, in cui la struttura geometrica viene intervallata drammaticamente (rivoluzionando il linguaggio della storia dell’arte) dalle forze diagonali narrative che la costruiscono.

Già in precedenza Paolo Icaro ha lavorato su spazi storici, su architetture rinascimentali dalle proporzioni armoniose e dalle geometrie concluse, in dialogo con i grandi nomi dell’arte moderna. «E sì, perché nelle esili, essenziali, minimaliste sculture di Paolo Icaro c’è sempre lo zampino della ricerca, dell’imprevista e immediata e assillante e del tutto singolare sperimentazione, in cui si mescolano senza mai profondamente attecchire i dogmi dell’Arte Povera o Concettuale o delle Avanguardie americane, ma che in sé accarezza anche i sogni e i gesti di memorie antiche (che partono dai segni michelangioleschi della Pietà Rondanini, bene in vista in un’amatissima riproduzione fotografica mai spostata dal suo tavolo di lavoro), insieme alla “spudorata eccezione del gioco”» (B. Blistène). Aa esempio, alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello, tra i numerosissimi esempi di interventi, per la mostra Unending Incipit Paolo Icaro realizzò Nido, in dialogo con le ceramiche di Andrea della Robbia, nello spazio storico del loggiato di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, oltre che un’installazione temporanea site-specific per il giardino all’italiana in relazione al Martirio di San Sebastiano di Luca Signorelli. «Icaro esplora lo spazio: uno spazio da esperire col corpo, da misurare in senso fisico e mentale, da ricercare nel divenire del tempo. Uno spazio da raccontare, dove progetto e accidentalità, sacrale intimità e sottile ironia si fondono, conducendo la ricerca verso un continuo faredisfarerifarevedere della forma e del pensiero» (L. Conte).L’inaugurazione alla Pinacoteca di Volterra sarà seguita alle ore 18.00 da una conferenza, accessibile anche in streaming, con Paolo Icaro, i rappresentanti del Comune – il sindaco Giacomo Santi e gli assessori Dario Danti e Viola Luti –, Denis Viva, curatore del catalogo che sarà pubblicato per l’occasione, e Alessandro Sarteanesi, coordinatore scientifico del progetto.Sarà inoltre prevista una collaborazione con le scuole di Volterra per un workshop sul progetto, e fuori dall’Italia, sarà organizzata una mostra all’Ekaterina Cultural Foundation a Mosca, con fotografie e video di Michele Alberto Sereni che racconteranno il lavoro di Paolo Icaro nel chiostro della Pinacoteca, presentando al pubblico russo anche la città di Volterra, la sua storia e le sue ricchezze artistiche.Il progetto The Space of History vede inoltre la partecipazione dell’associazione ANIMA, fondata in collaborazione con il Consolato Onorario della Federazione Russa in Pisa, e dell’Associazione “Anima. Centro di innovazioni culturali” (АНИМА) di Mosca, oltre che dell’Innovative Cultural Centre di Kaluga.In corso di pubblicazione un volume per i tipi di Magonza, in doppia edizione (italiano /inglese e russo/inglese), curato da Denis Viva, che, oltre a documentare e interpretare le fasi del progetto Paolo Icaro. The Space of History, sarà occasione di una rilettura completa e inedita sui lavori site-specific dell’artista.