Artex lancia “La voce del Maestro”, una serie di podcast in cui intervengono e raccontano la loro storia alcuni dei maestri artigiani della Toscana. L’iniziativa, concepita e realizzata da Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, è promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con Cna Toscana e Confartigianato Imprese Toscana. I podcast sono realizzati grazie al supporto tecnico di Murate Idea Park.

L’obiettivo è valorizzare e promuovere il più possibile il settore dell’artigianato artistico e tradizionale, grazie ad un’attività di comunicazione basata sull’uso delle nuove tecnologie di strumenti e formati innovativi, così da avvicinare anche le nuove generazioni.

Il podcast sarà disponibile nei canali social di Artex e dei vari soggetti coinvolti: entro fine anno saranno in totale quattro le puntate scaricabili. I podcast saranno poi trasmessi sulle principali piattaforme: Spotify, Google Podcast, Deezer, Spreaker, Podcast Addict, PodChaser.

Il primo racconto sarà quello di Alessio Pieroni, artigiano specializzato in effetti speciali e trucchi scenici: il titolo è “L’artigiano che non ti aspetti”, per sottolineare come l’artigianato artistico vada oltre gli stereotipi che spesso lo rappresentano.

I maestri sono stati selezionati sulla base dell’interesse o della particolarità della loro produzione o della loro storia: i racconti arrivano da tutta la Toscana.

Le altre puntate dell’edizione 2021 saranno dedicate a Ilaria Maltinti, maestra artigiana specializzata nell’oreficeria, Duccio Banchi, maestro artigiano nella storica arte fiorentina dei bronzisti e Luisa Bisaccioni, maestra artigiana decoratrice e restauratrice.

“Far arrivare la voce degli artigiani a tutti, letteralmente, è l’obiettivo di questo nuovo progetto per la promozione dell’artigianato artistico toscano – ha commentato Leonardo Marras, assessore all’economia e al turismo della Regione Toscana -. Le produzioni di qualità che caratterizzano la nostra regione sono veri e propri attrattori per i turisti che scelgono di visitare la Toscana, così come per chi qui ci vive, per apprezzare da vicino le meravigliose creazioni dei maestri artigiani: con i podcast riusciamo sicuramente a raggiungere un pubblico più ampio e vario ed ampliare la vetrina e la conoscenza dei progetti”.

“Questi podcast – ha detto Giovanni Lamioni, presidente di Artex – rappresentano un ulteriore tassello nelle strategie di comunicazione e di sensibilizzazione che Artex, grazie al supporto della Regione Toscana, ha messo a punto negli ultimi anni per diffondere la conoscenza di queste preziose figure che sono i Maestri Artigiani toscani: attualmente in Toscana ci sono oltre 260 Maestri Artigiani che testimoniano sia la grande diffusione di professionalità di eccellenza, sia il patrimonio di conoscenza che è possibile trasmettere alle nuove generazioni affinché comprendano il valore e le potenzialità di questo settore creativo che ha anche un grande peso economico”.

“Abbiamo scelto – ha aggiunto – lo strumento dei podcast perché vogliamo dare voce agli artigiani, farli diventare protagonisti, soggetti e non oggetti delle nostre strategie di comunicazione e di promozione del settore: nessuno meglio di loro può raccontare le loro storie, il loro saper fare, la loro creatività e il loro mondo.  La nostra volontà è di proseguire in questo percorso anche in futuro, arricchendolo se possibile di nuovi tasselli”.

“Promuovere i maestri artigiani e l’artigianato artistico attraverso strumenti digitali come i podcast – ha sottolineato Luca Giusti, presidente di Confartigianato Imprese Toscana – è fondamentale perché consente di contattare un vasto pubblico e soprattutto di raggiungere i giovani, favorendo la trasmissione dei mestieri e la diffusione della cultura del fare impresa”.

“Si tratta di storie di vita e passione per il proprio lavoro – ha evidenziato Luca Tonini, presidente Cna Toscana – narrate dai diretti protagonisti che si ascoltano tutte d’un fiato nel momento della giornata che più si preferisce. Un’ottima occasione per promuovere l’artigianato attraverso uno strumento che si è diffuso moltissimo con il lockdown ma che, a differenza di altri, come ad esempio lo streaming, è riuscito a fidelizzare più della metà di coloro che hanno aumentato la frequenza di ascolto anche nei mesi successivi, trasformandosi così in un’abitudine acquisita che l’artigianato non poteva lasciarsi sfuggire. Ancora una dimostrazione di come l’artigianato riesca a coniugare tradizione e innovazione”.