Si apre con un convegno dedicato a Fucini studente universitario di agraria il programma messo a punto dalla Domus Mazziniana, dal Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro-ambientali, dal Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica e dagli Amici dei Musei, con il patrocinio dell’Università di Pisa, della Regione Toscana, della Provincia di Pisa e del Comune di Pisa a conclusione delle celebrazioni del centenario della morte del “padre del vernacolo” Renato Fucini.

Il convegno, che si terrà il 14 dicembre a partire dalle 16.00 presso l’aula Magna del Dipartimento di Agraria in via del Borghetto, sarà l’occasione per rievocare l’incontro tra il giovane Fucini e la città di Pisa, dove arriva come studente universitario ma anche per ricordare in maniera non convenzionale il centottantesimo anniversario della fondazione della cattedra di agraria all’Università di Pisa, la prima in Europa. Ad aprire i lavori il Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie prof. Marcello Mele, il prof. Giacomo Lorenzini del Dipartimento di Agraria che si occuperà di analizzare le opere di Fucini alla luce della sua formazione agronomica, e il prof. Pietro Finelli direttore scientifico della Domus Mazziniana che racconterà del rapporto fra Fucini e Giuseppe Mazzini. A chiudere il prof. Fabrizio Franceschini del dipartimento di Filologia che presenterà criticamente le opere del poeta che saranno lette da Lorenzo Gremigni e Marco Messerini del Crocco dei Goliardi Spensierati.

Dal giorno successivo sarà possibile visitare presso la Domus Mazziniana una mostra documentaria che esporrà, per la prima volta al pubblico, pezzi provenienti dagli archivi dell’Università, dalla collezione Gremigni e dal fondo Bellincioni di proprietà degli Amici di Pisa. A completare il programma della mostra, che resterà aperta fino alla metà di gennaio 2022, sono previste visite animate a cura del Crocchio dei Goliardi Spensierati, la presentazione dell’annata 2021 della rivista di cultura vernacola Er’ Tramme e del volume di Simone Fagioli “Le sogliole di Fucini”.