«Anche quest’anno ci troviamo costretti a celebrare il Giorno della Memoria, nel pieno della pandemia che, da quasi due anni ormai, ha condizionato le nostre vite e provocato tanti lutti, dolori e sofferenze. Il Comune di Pisa, nonostante le difficoltà del caso, intende celebrare nel modo migliore possibile questa ricorrenza, con iniziative che si svolgeranno nell’arco di tutta la giornata, e anche nei prossimi giorni. Siamo sempre stati attenta infatti, a sensibilizzare la cittadinanza su questa solenne ricorrenza, riconosciuta dall’Italia e dalla Organizzazione delle Nazioni Unite come Giornata Internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto. In particolare ci siamo impegnati nel coinvolgere le scuole cittadine con iniziative che riuscissero a trasmettere la conoscenza e la testimonianza di quel che accadde in quegli anni precedenti e contemporanei alla Seconda guerra mondiale.

Purtroppo, lo scorso anno siamo stati costretti a interrompere le nostre attività, eccetto la commemorazione solenne in Consiglio Comunale. Tuttavia, proprio la Giunta da me presieduta deliberò la intitolazione di uno spazio pubblico alla memoria di Anna Frank, la cui vicenda è stata una delle testimonianze più importanti dei crimini del nazismo. In città non c’era ancora uno luogo a lei dedicato ma dal settembre scorso, il suo nome, campeggia nella rotatoria sull’Aurelia, all’ingresso del Parco di San Rossore. Un luogo individuato non a caso. Come sappiamo, fu proprio all’interno della tenuta reale che vennero firmate le leggi razziali che  permisero al Regime la vergogna delle discriminazioni di migliaia di nostri concittadini, che subirono ingiuste espulsioni dai luoghi di lavoro pubblici, dalle scuole e che infine subirono deportazioni e lutti.

Pisa, purtroppo, ha legato il suo nome a questo passaggio doloroso della storia d’Italia. Ed è perciò tenuta, con le sue istituzioni, a fare sempre un di più per non dimenticare, come facemmo nel 2019 quando il Consiglio Comunale, all’unanimità, votò la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre per il contributo “da lei fornito per tramandare alle future generazioni la memoria dell’olocausto”. A lei poi, il nostro Ateneo ha conferito la Laurea honoris causa in Scienze per la Pace.

Compito dei testimoni è fare in modo che certe pagine della storia non vadano dimenticate, ricordando la propria vicenda e raccontandola agli altri, in particolare alle giovani generazioni. Compito delle Istituzioni è fare in modo che quelle vicende, quei ricordi, diventino memoria collettiva, patrimonio condiviso di una comunità, città o Nazione che sia, per evitare che possano ripetersi in futuro.

Coltivare la memoria è, dunque, non solo un utile esercizio ma un dovere morale e civile per fare in modo che il virus della barbarie e della inciviltà non attecchiscano più e non contagino le nostre vite e la vita democratica della Nazione. Ricordo individuale e memoria collettiva dunque sono le condizioni per costruire il futuro di qualunque persona e di qualunque comunità.

Con questa convinzione, la nostra Amministrazione dal suo insediamento ha scelto di coltivare la memoria storica, costruendo un calendario civico che sia sempre più conosciuto e condiviso dalla popolazione. E questo che viviamo, lo dicevo all’inizio, è un tempo particolare, un tempo sospeso, che non sembra aver cessato gli atteggiamenti ostili verso gli ebrei.

Un recente rapporto dice, ad esempio, che “il 2021 è stato l’anno più “antisemita” dell’ultimo decennio. E che anche in Italia assistiamo ad una grave recrudescenza dei fenomeni di antisemitismo” Nel mondo si sono verificati “più di 10 incidenti antisemiti al giorno”, atti di vandalismo e distruzione, graffiti e dissacrazione di monumenti e propaganda. Il 50% di questi si sarebbero verificati proprio in Europa, che fu il teatro dell’Olocausto.

Vicino a noi, l’ultimo episodio in ordine di tempo è accaduto proprio qualche giorno fa, a Campiglia Marittima dove un bimbo di 12 anni è stato raggiunto da offese antisemite, verbali e fisiche, da parte di due quindicenni. Episodio sintomatico di uno strato culturale che riaffiora dal buio del passato in generazioni che non hanno vissuto quell’epoca.

Ha detto papa Francesco qualche giorno fa: “Non deve più ripetersi questa indicibile crudeltà. Faccio appello a tutti, specialmente agli educatori e alle famiglie, perché favoriscano nelle nuove generazioni la consapevolezza di questo orrore, di questa pagina nera della storia. Essa non va dimenticata affinché si possa costruire un futuro dove la dignità umana non sia più calpestata” Con questo impegno, l’Amministrazione comunale, insieme alle altre istituzioni cittadine, la Prefettura, il mondo della cultura, l’associazionismo, semplici cittadini, la Comunità Ebraica Pisana che ringrazio, sono impegnate per non dimenticare questa pagina nera dell’umanità e per diffondere la conoscenza di quei fatti ai nostri giovani per costruire un mondo ancora più giusto e fondato sui sacrosanti principi di libertà e democrazia».