L’affidamento di un incarico ad un tecnico specializzato per la riduzione del rischio presso il sito della ex cava di San Frediano come primo atto dell’accordo transattivo tra il Comune di Vecchiano e l’Asbuc di Vecchiano, Nodica, Avane e Filettole; si tratta dell’impulso positivo in corso in questi giorni per venire a capo del contenzioso giudiziario.

La vicenda, infatti, ha radici lontane e complesse. Nell’aprile del 2018 il Comune di Vecchiano è stato condannato dalla Corte d’Appello di Roma per 2 milioni e 100mila euro per la presunta cattiva gestione della ex cava di San Frediano nel periodo che va dal 1995-2005. A gennaio 2021 le nuove elezioni hanno portato un direttivo rinnovato per Asbuc “con il quale – sottolinea il sindaco Massimiliano Angori – abbiamo aperto da subito un costruttivo dialogo”. “In questi giorni siamo pertanto al lavoro, in un aperto confronto con il Comitato, per raggiungere insieme una sintesi. Una mediazione che intendiamo essere raggiunta sul pagamento della metà della cifra richiesta ad Asbuc che ci consentirà di eseguire così gli interventi necessari per il sito della ex cava, operazione questa finalizzata al benessere della collettività”. “L’idea che abbiamo – riprende Angori – è quella di ridurre il rischio nell’area attraverso una recinzione e altre opere ad hoc. La priorità deve essere quella di ridurre il rischio di cadute di massi, a tutela della comunità, attraverso l’operato di tecnici specializzati, l’ingegner Giovan Battista Bonaldi e il geologo Mauro Dalla Costa. La transazione economica sarà funzionale a far sì che possano essere realizzate dal Comune le opere suddette, e si possa così giungere alla chiusura definitiva della vicenda legale, liberando una volta per tutte le casse comunali dal vincolo di appostamento in bilancio cui adesso siamo sottoposti”.

Le opere che sono previste dall’incarico saranno molte e variegate, in modo da andare ad agire concretamente su una serie di fattori funzionali alla riduzione del rischio e alla conseguente sempre maggiore sicurezza dell’ex sito della cava; “tra queste, oltre alla recinzione, si andranno a realizzare opere di difesa passiva con barriere paramassi; piccole opere di difesa attiva mediante placcaggio in parete con rete apposita e\o rete in funi; opere diffuse, quali taglio della vegetazione, che comprendono opere di pulizia del versante, e disgaggio”, afferma l’ingegner Giovan Battista Bonaldi. “Prevista inoltre la posa in opera di pannelli di rete in funi di rivestimento di ammassi instabili. Infine, per quanto concerne le recinzioni, ipotizziamo di realizzare una recinzione con struttura portante in pali di castagno della lunghezza di 2 metri fuori terra sulla sommità del versante”.

“Stiamo lavorando di concerto con l’Amministrazione Comunale alla risoluzione del contenzioso, e in questa fase con un assiduo e serrato confronto per giungere al migliore compromesso possibile al servizio della collettività e nell’ottica del progetto di riduzione del rischio riguardante la ex Cava di San Frediano”, conferma il Presidente del Comitato Paolo Burba. “L’affidamento dell’incarico all’ingegner Bonaldi rappresenta un primo passo, concreto e importante, per giungere alla definizione di questa vicenda e soprattutto per vedere realizzato l’obiettivo di una maggiore sicurezza per il sito della ex cava. E’ nostro scopo, infatti, raggiungere un accordo che sia funzionale a chiudere la vicenda, di concerto con l’Amministrazione Comunale, a beneficio di tutti i cittadini di Vecchiano e frazioni, e confidiamo di essere prossimi a raggiungere questo obiettivo che ci consentirà anche, così, di affrontare appieno tutte le altre questioni attinenti la vita e le competenze del nostro Comitato”, conclude Burba.