Il consiglio comunale di Cascina ha approvato il nuovo regolamento comunale dei servizi educativi per la prima infanzia, inserito all’interno della cornice disegnata dal Regolamento regionale del 2013 (“Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro”) per adeguare i contenuti alla normativa entrata in vigore successivamente all’approvazione del regolamento comunale. Per la stesura finale del regolamento sono stati coinvolti i due nidi comunali (Aquilone e il Nido nell’albero) e il coordinamento pedagogico comunale. “Tra gli obiettivi del nuovo Regolamento – sottolinea l’assessore all’istruzione Claudio Loconsole – troviamo l’allineamento dello standard del servizio comunale a quello privato con l’istituzione del tempo gioco per prolungare l’orario pomeridiano di servizio in un’ottica di armonizzazione delle esigenze professionali e personali delle famiglie. Entrando nel merito, la prima parte del regolamento è volta a inserire i servizi per la prima infanzia comunali all’interno del contesto educativo previsto dalla Regione Toscana attraverso la descrizione del sistema locale dei servizi educativi per la prima infanzia e del suo sviluppo. La seconda, invece, punta a fornire informazioni pratiche alle famiglie: presentazione dei servizi, modalità di accesso, frequenza e partecipazione delle famiglie ai costi, organizzazione dei servizi, comprese le modalità di partecipazione delle famiglie ai servizi stessi”.

Con il nuovo regolamento sono stati mantenuti i criteri previsti da quello regionale (disabilità e disagio sociale attestato dai servizi sociali territoriali), mentre sono stati eliminati gli altri criteri che devono essere approvati annualmente dalla giunta comunale. Eliminate anche le modalità di iscrizione e di formazione della graduatoria che sono disciplinate in modo più esaustivo attraverso il bando annuale emanato per le iscrizioni. È stata infine eliminata la parte relativa agli organi di partecipazione che risultava eccessivamente ampia e superata dalla diversa organizzazione che il servizio ha avuto nel tempo.