Anche la geotermia toscana sarà tra i protagonisti di “Gente di Macchia”, rassegna televisiva davvero particolare in una sorta di viaggio alla scoperta dei territorio attraverso le storie di uomini e donne che queste terre le vivono, le amano, le animano. Nell’area delle colline metallifere si intrecciano i territori di quattro province: Siena, Grosseto, Pisa e Livorno. E’ una zona che oggi appare in larga parte dominata dalla natura, con i piccoli centri abitati circondati da boschi, che negli anni hanno ricoperto soprattutto le zone più a ridosso delle cime montuose o collinari. Un territorio raccontato dal documentario “Gente di macchia”, di Gianfranco Anzini, in onda domenica 4 settembre su Rai3 alle ore 10.00 circa.

La presenza dell’uomo si è ridotta: l’antica vita rurale e l’agricoltura di collina e di montagna sono state quasi completamente abbandonate, e questo spopolamento ha coinciso anche con la fine dell’attività estrattiva delle miniere. Un’attività millenaria, iniziata con gli etruschi, proseguita da romani, e poi lungo il medioevo fino ai giorni nostri, alle ultime miniere chiuse pochi decenni fa. Dal ricco sottosuolo delle colline metallifere si estrae però ancora una ricchezza naturale: i vapori geotermici. Fabio, dipendente Enel Green Power andato in pensione il 1° luglio 2022, fotografa siti minerari e impianti da anni, e ha maturato una tale bravura da aver vinto soltanto l’anno scorso 60 concorsi di fotografia naturalistica. In più, con quegli stessi vapori geotermici Chiara ed Edo da qualche anno producono birra, nell’unico birrificio del mondo in cui la lavorazione avviene sfruttando quest’energia totalmente sostenibile e rinnovabile.

       
Di questa lunga storia, mineraria e contadina, rimangono oggi i piccoli borghi incastonati nella ‘macchia’, come viene chiamato il bosco da chi ancora vive e lavora qui.

Ci sono Engels e Fabio, un operaio e un bidello, amici di lunghissimo corso, che hanno un passato da musicisti piuttosto glorioso, e continuano a coltivare la loro passione per il rock. C’è Lia, cacciatrice fin da bambina, orientata a vivere il suo territorio a contatto con la natura, allevando animali, producendo latte e formaggio, pronta a integrare la propria dieta grazie a qualche fucilata indirizzata a prede che consumerà. C’è Rolando, che approfitta della vicinanza con le antiche miniere abbandonate per esplorazioni sotterrane e suggestive. Ci va anche in compagnia, condendo il suo fare da guida col suo umorismo tagliente e sapido. Ha convinto Irene, giovane donna di Gerfalco che lui conosce da quando era bambina, a scendere con lui nel sottosuolo. Irene ha studiato lettere, e ora si occupa di risorse umane. Anche se sa che il suo futuro non è a Gerfalco, non può dimenticare la sua infanzia trascorsa nella macchia, in simbiosi col bosco e con la natura.


Gente di macchia erano anche i personaggi de ‘La ragazza di Bube’, il romanzo di Carlo Cassola che nel dopoguerra vinse il premio Strega, diventando poi uno splendido film di Luigi Comencini. Lo era soprattutto Mara, la giovane contadina di Monteguidi, che nel film è interpretata da una straordinaria Claudia Cardinale.

     
Dell’epoca delle miniere è testimone anche lo splendore del centro storico di Massa Marittima, quando nella città medievale, contesa tra ghibellini e guelfi, venne costruita una fonte pubblica che dava acqua alla città, decorata da un’inaudita pittura murale dal tema più che sorprendente. Sabrina, architetto del comune, ha seguito i lavori di restauro che più di venti anni fa lo hanno fatto riemergere: una pittura chiamata ‘Albero della Fecondità’ in cui in cui i frutti dell’albero sono numerosi grossi falli. Un’opera d’arte unica nel suo genere, il cui significato e la cui intenzione rimane per ora avvolta nel mistero. Massa Marittima grazie agli splendidi edifici lasciati dall’epoca fiorente dell’estrazione mineraria, vive anche di una spiccata vocazione turistica, e lo dimostra la storia di Magdy e Monica: si sono conosciuti e innamorati in Egitto, dove entrambi lavoravano nel turismo. E quando hanno dovuto scegliere dove mettere radici, hanno scelto di tornare a Massa, la città natale di Monica, dove insieme conducono un’enoteca molto ben avviata, in pieno centro storico. Magdy è cristiano copto, ma è comunque sorprendente vedere un egiziano aggirarsi tra bottiglie di vino e salumi pregiati, sfoggiando un ottimo italiano e un ottimo inglese quando dialoga con i frequenti avventori stranieri. Ma del resto, sono questi i gioielli enogastronomici che rendono celebre la Toscana in ogni dove nel mondo.


È la natura a suggerire il futuro di queste zone? Sembrerebbe di sì stando alla vicenda di Vera: veneziana, dalla laguna si è trasferita e vive nella valle del fiume Merse, poco distante dalla celebre abbazia di San Galgano, dove progetta e realizza in tutta Italia biolaghi: piscine totalmente naturali, costruite in modo da essere inserite armoniosamente nella natura. Specchi d’acqua che non necessitano di trattamento con prodotti chimici o comunque non naturali. Il primo impianto lo ha costruito qui, nella valle del Merse, venti anni fa, coronando da allora il sogno di venire a vivere nelle colline senesi.


Del resto la scelta di vivere qui, appare vincente. Eraldo è convincente quando dice che nelle metallifere si vive davvero bene. Storico giocatore di ‘Palla EH!’, a Ciciano ha fabbricato per anni infaticabilmente le palline per il gioco – ha calcolato di averne ormai fabbricate circa dodicimila. Sembra che abbia ragione lui, se uno assiste a una partita, contagiato dalla gioia con cui i giocatori di ‘Palla EH!’ rincorrono la pallina scagliata grazie a vigorosi colpi di mano, in un campo da gioco ricavato sulla strada provinciale che attraversa il paese. Ogni partita è un piccolo evento nella comunità, e anche gli automobilisti del luogo si comportano come ‘gente di macchia’. Non come altrove, dove chi ha un’auto sente come naturale prevaricare ogni altro essere vivente presente su una strada asfaltata. Qui a Ciciano invece si fermano, scendono dall’auto, attendono volentieri con curiosità e divertimento che l’azione di gioco in corso si concluda, partecipando alla gioia del punto segnato da quella delle due squadre che riesce in quel momento ad avere la meglio.

     
GENTE DI MACCHIA fa parte della serie Di là dal fiume e tra glia alberi, un titolo hemingwayano per un programma coprodotto da Rai3 e Rai5. Di là dal fiume e tra gli alberi racconta i territori attraverso l’incontro con alcune persone che lo vivono. Stanno lì perché ci sono nati, o per aver scelto di andarci a vivere, oppure perché lo frequentano assiduamente, oppure perché ci lavorano. A volte molte di queste cose insieme. Il tentativo è andare il più possibile oltre le apparenze, per scovare il volto genuino dei luoghi raccontati attraverso quelli che per noi sono i protagonisti, ovvero di chi vive e opera in un’area geografica. Le storie, le professioni, i monumenti, gli scorci di vita vissuta in modo indiretto e però autentico, concorrono a descriverlo, a rappresentarlo. “Gente di Macchia” è già andato in onda su Rai 5 (https://www.raiplay.it/video/2021/12/Di-la-dal-fiume-e-tra-gli-alberi-S4E1-1c9bafda-7424-45de-8449-a2d2422c67a8.html).