Trasferta della presidenza dell’associazione insieme ai volontari e alle volontarie in servizio civile nel giorno del cinquantesimo anniversario della legge sull’obiezione di coscienza. Il presidente provinciale: «Partire da qui, per rinnovare il mio ‘I care’»

«Ci sono luoghi che contagiano il cuore con la bellezza, luoghi che rimangono vivi nella memoria di chi la tramanda. Da tempo era in programma questa nuova visita a Barbiana, sulle orme di don Milani, questa volta insieme a tanti volontari e volontarie in servizio civile, a cinquant’anni dalla legge che ha riconosciuto l’obiezione di coscienza». Lo scrive sui suoi canali social il presidente delle Acli provinciali e candidato del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative di Pisa, in trasferta con l’associazione, i volontari e le volontarie in servizio civile, a Barbiana, dove si celebra il cinquantesimo anniversario della legge 772 del 1952, che ha riconosciuto l’obiezione di coscienza.
«Tornare a scuola sulle orme di un gigante con tante ragazze e ragazzi in crescita – continua Martinelli – è un’emozione unica. La vera scuola civica dove si impara a prendersi cura degli altri. A partite dai più deboli e dalla consapevolezza che non si fanno parti uguali tra diseguali; che c’è una crescita vera della comunità solo se la comunità stessa promuove la persona, accresce la sua consapevolezza, ne coltiva il dubbio, la spinge alla responsabilità e all’impegno interessandosi alla collettività».
Nei luoghi dove don Milani fondò la scuola popolare nel 1954, Martinelli sottolinea come questi siano «giorni di ascolto, dialogo e confronto serrato». E conclude: «Partire da qui, tornando ad imparare e ad ascoltarsi, è occasione di rinnovare il mio “I care”, l’avere a cuore, la cura reciproca».