La settimana del Monte Pisano Art Festival

Il Monte Pisano Art Festival entra nel vivo della sua quinta edizione. Ideato da Officina dei Transiti insieme alla Strada dell’Olio Monti Pisani, con il sostegno della Fondazione Pisa e la direzione del M° Andrea Gottfried, il festival trasforma ogni sera un luogo diverso in un palcoscenico a cielo aperto.

Ecco i prossimi appuntamenti:

Martedì 21 luglio, sulla spiaggia di Marina di Vecchiano, va in scena “Open” di e con Mattia Fabris, ispirato al libro-biografia di André Agassi. “Open” racconta la storia non solo di un tennista, ma anche la storia di un uomo che, mentre diventa inesorabilmente uno dei tennisti migliori di tutti i tempi, cerca di rispondere alla domanda madre di tutte le domande: “Chi sono io? Chi è l’uomo André Agassi? Una domanda con la quale ogni uomo, più volte nel corso della vita, si trova a confrontarsi. 

Mercoledì 22 a Villa Orsi di Capannori serata dedicata a un classico: “Cavalleria Rusticana” con la direzione musicale del M° Andrea Gottfried. Una produzione FuoriOpera: la regia è di Fabio Midolo ripresa da Massimo Marani, i costumi di Giulio Leone, atelier Sartoria Bianchi.

È nelle colline bruciate dal sole della terra del vulcano che ardono le passioni, gli amori, gli sdegni, gli abbandoni e le conquiste, amore di carne e sangue che nel sangue si consuma, rosso come la cirasa. Tutta la vicenda è narrata da Cola, anima pura del paese, la voce dell’innocenza che con “amurusanza” guida lo spettatore invitandolo all’attenzione nei confronti di un racconto di vita dei campi in cui le passioni umane non sono soltanto lo sfondo delle fatiche quotidiane, ma vera essenza che scandiscono un’esistenza semplice fatta di piccoli gesti e definitive risoluzioni.

Giovedì 23 luglio alla Rocca del Brunelleschi a Vicopisano da non perdere “Diego De Silva e il Trio Malinconico” con Diego De Silva, voce recitante, Aldo Vigorito al contrabbasso e Stefano Giuliano al sassofono. Il Trio Malinconico nasce dal desiderio di uno scrittore e due musicisti jazz di unire musica e letteratura in una forma di spettacolo che permetta a entrambe le forme espressive di parlarsi in una lingua comune. Non c’è scrittura narrativa che non segua una circolarità armonica e ritmica, allo stesso modo in cui non c’è musica che non racconti qualcosa. L’idea, allora, è quella di offrire un’alternanza fra brani letti, recitati, e l’esecuzione di pezzi che di volta in volta gli strumentisti pensano (il più delle volte, improvvisano). Perché musica e letteratura sono una gran bella coppia, come sa bene chi ama sia l’una che l’altra.

Venerdì 24 alla Certosa di Calci arriva la danza: “Quiver”, produzione SPaCCa/Sanpapiè. “Quiver” è un’esperienza transdisciplinare che esplora il corpo come campo di resistenza tra danza, parola e azione, quattro interpreti attraversano il confine tra inerzia e desiderio, torpore e rivolta, festa e protesta. Quiver è un atto di insubordinazione sensibile: un linguaggio che disobbedisce alla forma, un movimento che accende la coscienza, una vibrazione che rompe l’equilibrio e ne rivela la fragilità. Un atto di libertà sensibile, dove la danza si fa pensiero politico e poetico.

Sabato 25 luglio a Villa Del Lupo ad Arena Metato torna l’opera con “Il Barbiere di Siviglia”, sempre nella versione della Compagnia FuoriOpera. La messa in spazio di FuoriOpera trasforma quest’intrigo rossiniano in un “teatrino di stoffa”: scena multicolor, corpi che entrano e escono, e giochi teatrali che sottolineano l’ironia e la leggerezza della partitura. Figaro diventa motore comico e regista sul palco, i travestimenti si fanno gag visiva, e la musica – vivace, acuta, contagiosa – guida lo spettacolo con il suo ritmo inesorabile. Il barbiere qui non è soltanto opera da ascoltare ma esperienza da vivere: un allestimento che porta l’allegria di Rossini fuori dal palcoscenico tradizionale e la condivide con il pubblico, coinvolgendolo nel gioco e nella festa fino all’ultimo sorriso.

Gran finale domenica 26 luglio al Frantoio Rio Grifone di Vicopisano: Mentsh United feat. Shantel, una serata di ritmi potenti, estetica elettronica da club e influenze musicali provenienti dal Sud-Est Europa, dal Mediterraneo e Medio Oriente. Tredici musicisti provenienti da Francia, Germania, Grecia, Israele e Italia condividono un’unica visione: celebrare la diversità e prendere posizione, spinti da linee di basso profonde e ritmi irresistibili. Con il suo approccio creativo alla fusione di culture, Shantel è diventato il volto sonoro di una Germania diversa nel mondo, il primo a infondere nella cultura pop tedesca un suono cosmopolita. Con lui, la migrazione diventa qualcosa che si può ascoltare e ballare. Il metodo di Shantel è un mixaggio e campionamento culturale. Il gruppo, con sede in Europa, porta quindi sul palco un suono che parla forte e chiaro: l’Europa è colorata, democratica e unita contro l’odio. Contro l’antisemitismo. Contro i pregiudizi. Per la solidarietà e l’unione.