A conclusione della ricerca sul “duty of care” (“Dovere di assistenza”) delle Organizzazioni internazionali verso il proprio personale civile impegnato in missioni di varia natura in aree considerate a rischio per la loro incolumità – con il coordinamento di Andrea de Guttry, direttore dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con docenti dell’Università di Firenze e dell’Università di Torino – mercoledì 17 ottobre si tiene a Vienna una giornata di studio e dibattito, ospitata a Palazzo di Hofburg, sede dell’OSCE, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Il progetto di ricerca, che ha portato alla recente pubblicazione di un’opera collettanea (A. de Guttry, M. Frulli, E. Greppi, C. Macchi (Ed.) intitolata “The Duty of Care of International Organizations Towards Their Civilian Personnel. Legal Obligations and Implementation Challenges” (Springer, T.M.C ASSER Press, 2018), è scaturito dalla necessità di fare chiarezza sugli obblighi delle Organizzazioni internazionali nei confronti del personale civile inviato in missioni di varia natura, in zone del mondo dove la loro sicurezza e la loro incolumità potrebbero essere a rischio. Gli incidenti in cui il personale delle Organizzazioni internazionali viene coinvolto, oltre ad implicare un altissimo costo umano, possono minare la loro credibilità e implicare pesanti conseguenze legali. “A riprova della crescente rilevanza di questo tema – commenta Andrea de Guttry – vi è il grande interesse dimostrato, sin dalle prime fasi del progetto di ricerca, non soltanto da accademici e consulenti, ma anche da parte delle stesse Organizzazioni internazionali”. Rappresentanti di ONU, OSCE, NATO, Consiglio d’Europa e Unione Europea hanno preso parte a due giornate di studio organizzate alla Scuola Superiore Sant’Anna nelle fasi di stesura dell’opera collettanea.

Siamo onorati – aggiunge Andrea de Guttry – di essere stati chiamati a partecipare, come studiosi, alla riunione del gruppo di lavoro dell’OSCE in materia di ‘duty of care’. La nostra ricerca, infatti, si è proposta fin dall’inizio non soltanto di arricchire la letteratura accademica, ma anche di stimolare una riflessione circa le prassi e i regolamenti delle Organizzazioni internazionali in tema di sicurezza del personale civile”.