Se glielo dicono, si mette a ridere. La patente di “portiere para rigori” proprio non la vuole Andrea De Carlo, 19 anni il prossimo 29 marzo e arrivato a gennaio dall’Empoli e da sette partite primo portiere dell’Fc Ponsacco 1920,: “Non lo dite nemmeno per scherzo – dice-, semplicemente per ora è andato tutto bene”. Eppure i numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni – prosegue il comunicato stampa della società-, due tiri dal dischetto fischiati contro da quando è arrivato in rossoblù e entrambi parati: il primo, decisivo, il 20 gennaio al Comunale al centravanti dello Scandicci Ferretti, il secondo, purtroppo per l’Fc Ponsacco 1920, il 10 febbraio allo “Zecchini” di Gavorrano a Jukic del Gavorrano, purtroppo ininfluente perché non è servito ad evitare la sconfitta in terra maremmana. “Il segreto? Non ce ne sono: con lo Scandicci sapevamo chi sarebbe stato il loro tiratore e avevamo un po’ studiato il suo modo di calciarli, mentre contro il Gavorrano proprio non avevamo idea di chi sarebbe eventualmente andato sul dischetto perché fino a quel momento avevano alternato diversi giocatori e così mi sono fidato del mio istinto: ho battezzato un angolo e sono andato da quella parte spingendo il più possibile. C’ho azzeccato ma è stata una soddisfazione magra perché alla fine abbiamo perso lo stesso”.
De Carlo non ha dubbi: “Meglio una giornata da disoccupato e i tre punti in tasca, come domenica con il Viareggio, che una da protagonista senza muovere la classifica perché l’obiettivo è vincere il campionato e non parare i rigori” sottolinea il portiere. Che in rossoblù ritrova anche un compagno di tante battaglie nelle giovanili dell’Empoli: “Cosa penso di Momo Tehe? Che se è tornato con la testa e le motivazioni giuste, può darci una grossa mano perché è un giocatore forte. E ne parlo a ragione veduta visto che abbiamo giocato insieme per quattro stagioni