Di seguito la nota stampa giunta in redazione relativa all’intervento dell’amministrazione comunale di San Miniato:

“In un momento in cui le nostre aziende conciarie si trovano a Milano per Lineapelle, la più importante vetrina per la principale economia del nostro territorio, le polemiche apparse sulla stampa relative alla sentenza del Tar sul ricorso Cuoiodepur risultano assolutamente dannose e strumentali”. L‘amministrazione comunale di San Miniato replica alle molteplici discussioni emerse nei giorni scorsi, manifestando piena fiducia nell’operato della società che gestisce l‘impianto di depurazione di San Romano. “Cuoiodepur svolge da anni un’attività importante, dove l’efficienza, la trasparenza e l’organizzazione gestionale sono, da sempre, i punti di forza di questo Consorzio – spiega l’amministrazione comunale -. Non entriamo nel merito della sentenza, ma è tuttavia necessario precisare alcune inesattezze emerse da più parti, mosse da esternazioni faziose di sola natura politica. I membri di parte pubblica nominati direttamente dall’amministrazione sono soggetti dotati di un’alta professionalità, di grande competenza, scelti senza alcuna appartenenza di partito, ma solo in virtù delle competenze e della serietà di cui sono dotati – prosegue -. Queste considerazioni gettano fango su una realtà che, corre d’obbligo ricordarlo, è stata citata come eccellenza anche dalla stessa Regione Toscana la quale, proprio attraverso le parole del presidente Enrico Rossi, l’ha elogiata ed esportata come modello. Ribadiamo quindi la nostra piena e completa fiducia nell’operato della società, guidata da Michele Matteoli, persona seria e stimato imprenditore del nostro territorio che, da anni, guida anche il Consorzio Conciatori con risultati davvero straordinari – e conclude -. Speculare su questa vicenda attraverso insinuazioni che non hanno fondamento perché non espresse nella sentenza ma solo dedotte da una visione distorta e volutamente faziosa, è solo un bieco segnale della pochezza politica che viene messa in campo, dove ci si nutre di supposizioni invece di restare aderenti alla realtà dei fatti”.