Sono tre le nuove intitolazioni che il Comune di San Miniato sta predisponendo sul proprio territorio e per le quali ha già individuato la strada e le piazze di riferimento. Il parcheggio adiacente al campo sportivo di via Gargozzi a San Miniato sarà intitolato a Elisa Amato, la giovane pratese il cui corpo senza vita fu ritrovato proprio in quel parcheggio, dopo che l’ex fidanzato, Federico Zini, 25enne di San Miniato, le aveva sparato a morte, lo scorso 26 maggio. La proposta, per la quale adesso c’è il via libera della giunta comunale, in accordo con la Regione, è stata avanzata dalla Commissione Pari Opportunità ed è stata accolta anche dalla Consulta di San Miniato. “L’intitolazione a Elisa Amato è un modo per ricordare ai giovani che frequentano il campo sportivo, che la violenza è un problema complesso e più che mai attuale – spiega il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini -. E’ un gesto piccolo eppure il più significativo che potevamo fare a livello istituzionale, per dare un messaggio forte: la violenza di genere è un qualcosa che va contrastato ad ogni livello, tutti insieme, facendo rete”.

Avrà un nome anche il percorso ciclopedonale di via San Giovanni Battista a Molino d’Egola, denominato “I Cipressi”, collocato nella porzione di terreno tra la strada e un caratteristico filare di cipressi toscani. “La zona era già nota come ‘via dei cipressi’, così ci è sembrato naturale conservare questo nome per l’intitolazione, come ci hanno proposto gli stessi abitanti – spiega il sindaco -. Questo ci permette di valorizzare anche una pianta tipica delle colline toscane, come il cipresso, che ricorda anche il grande poeta Carducci, legato alla città di San Miniato”.

La piazza con il parcheggio pubblico che si trova sul retro della Casa Culturale di San Miniato Basso, fino ad ora senza denominazione, verrà intitolata al giudice Ferdinando Imposimato, per valorizzarne la memoria. “Numerosi sono i meriti del magistrato, dall’impegno nella lotta alle mafie, sempre a sostegno della ricerca della verità persino in alcuni casi celebri, come quello su Marta Russo e il caso Sofri – spiega il sindaco -. Professore emerito di procedura penale, ha continuato a indagare in casi di celebri errori giudiziari e rappresenta un modello per la ricerca della verità e della giustizia”.