Dal comunicato stampa della Regione del 3 Marzo 2020, “Mobit apprende che la Regione ha stanziato a beneficio di Autolinee Toscane, aggiudicataria del servizio, ma ancora sub judice, ulteriori 17.344.000 euro, pari a circa il 6,80% in più per ogni km di servizio”.
“Perché?” si chiede l’azienda che controlla il trasporto pubblico, tra le altre, della zona pisana. “Leggiamo nel comunicato motivazioni tutt’altro che convincenti, tanto da sembrare un regalo non richiesto”.
“Il paradosso – continua Mobit – è che con questa nuova elargizione l’offerta di Mobit, sempre sul tavolo, a questo punto risulta assai meno costosa, oltre ad essere stata valutata migliore per qualità del servizio offerto già in sede di gara”.

La replica dell’Assessore Vincenzo Ceccarelli al comunicato stampa di Mobit “è singolare ed intenzionalmente fuorviante”, spiega la stessa azienda. “L’Assessore parla di One e dei costi del contratto ponte e degli atti d’obbligo. Ma che c’entra? ONE è altro soggetto, estraneo alla gara, ed il costo del contratto ponte e degli atti d’obbligo è, ugualmente, tutt’altra cosa”.

Il confronto è sulle offerte dei concorrenti alla gara: Mobit ed AT, commenta l’azienda.

“Distinguiamo i numeri dalle parole. Mobit ha presentato la miglior offerta per il servizio con un costo superiore a quello di AT di circa 1,25%. Oggi la Regione determina di accrescere il corrispettivo chilometrico a favore di AT di circa 6,80%. Questi i numeri, ovvero i fatti”.

“Andiamo alle parole conclude Mobit – Nel comunicato stampa della Regione del 3 marzo si elenca una serie di motivi, tutti debolissimi fino all’inconsistenza. Fra questi non è citata l’inflazione, che, nella dichiarazione dell’Assessore diventa la ragione esclusiva (non quantificata) dell’incremento. Il risultato è che con le risorse aggiuntive la Regione assegna il servizio ad AT, che ha fatto un’offerta peggiore tecnicamente di quella di MOBIT, e sostiene un costo superiore a quello offerto da Mobit”.